Imola, maggio 2026 – In vista delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, la lista civica “Noi per Imola” ha presentato ufficialmente le linee guida del proprio programma a sostegno del candidato sindaco Ezio Roi. Al centro del dibattito, la durissima presa di posizione di Roi sulla gestione della sanità locale, sul ruolo dell’ASL di Imola e sulle condizioni in cui versa l’ospedale cittadino, temi considerati prioritari rispetto alle spese per i grandi eventi.
Il duro attacco di Ezio Roi: «Sanità imolese, un’autonomia nella povertà»
Il candidato sindaco Ezio Roi ha voluto fare chiarezza sulla reale situazione dei servizi sanitari del territorio, rispondendo anche a chi solleva la questione delle competenze istituzionali:
«Parliamo tanto di autonomia per la nostra ASL, ma la verità è che ci viene proposta un’autonomia nella povertà, non certo un’autonomia nella richiesta e nell’ottenimento dei mezzi necessari. È vero che la sanità dipende formalmente da Regione e Stato, ma la domanda che dobbiamo porci è un’altra: cosa ha fatto concretamente il sindaco uscente per difendere e migliorare il nostro ospedale nei rapporti con questi enti? Spendere soldi pubblici in cose futili anziché per i servizi essenziali è un fatto estremamente grave.»
Roi ha poi tracciato un quadro critico della situazione assistenziale e delle infrastrutture pubbliche:
«Questa amministrazione guarda agli interessi di pochi, dimenticandosi della totalità dei cittadini e soprattutto dei più deboli. Oggi abbiamo un ospedale in cui il pronto soccorso fa aspettare i pazienti per decine di ore e, contemporaneamente, scuole fatiscenti in cui piove dentro. Eppure, la priorità della giunta sembra essere sempre e solo l’autodromo. L’autodromo è una risorsa, sia chiaro, ma lo devono gestire i privati, assumendosene tutti i rischi e i vantaggi economici. Le risorse del Comune devono tornare alle priorità della gente: la salute e l’istruzione.»
Meno “politica dei selfie” e più cura del territorio
A dare manforte alle parole del candidato sindaco sono stati gli interventi degli altri esponenti della lista civica. Andrea Pancaldi ha criticato l’approccio comunicativo dell’amministrazione uscente:
«Meno selfie e più fatti. Non è più tollerabile vedere amministratori che usano la fascia tricolore solo per le foto di rito alle inaugurazioni. Imola oggi non ha più un cantoniere né un giardiniere interno; i parchi e le strade sono abbandonati, e ci troviamo di fronte a un “asfalto elettorale” pieno di buche.» Pancaldi ha ribadito l’obiettivo di riportare sotto il controllo diretto del Comune i servizi subappaltati, a partire dalla gestione del verde lungo il Santerno.
Il rilancio delle frazioni e la tutela del lavoro agricolo
L’attenzione si è poi allargata alle aree periferiche con Isabella Maria Bacchini, che ha ricordato la vertenza della cantina Cavim di Sasso Morelli come esempio di abbandono del territorio:
«La crisi della Cavim ha lasciato quasi trecento agricoltori in gravi difficoltà, senza la liquidazione dell’uva. Come soci battaglieri siamo riusciti a far recuperare il 50% di quanto dovuto, ma questo dimostra che le nostre frazioni e il mondo agricolo non possono essere ignorati da chi governa la città.»
Un civismo autentico contro il sistema di potere
Infine, Marinella Vella ha rivendicato l’indipendenza di “Noi per Imola” dai partiti tradizionali:
«La nostra è una vera lista civica, totalmente sganciata dalla partitocrazia che domina Imola da circa ottant’anni. Oggi viviamo in una “democratura”, una finta democrazia in cui un solo partito mette le mani ovunque – nelle associazioni, negli affari, nelle imprese – al solo scopo di mantenere il consenso. Cittadini, svegliatevi: rischiamo di fare la fine della rana bollita, che si accorge del pericolo solo quando l’acqua diventa letale. Il 24 e 25 maggio abbiamo l’occasione di cambiare.»
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