Il gruppo “Romagna Air Finders” dopo aver rinvenuto un pezzo di fusoliera alcuni mesi fa, nei giorni scorsi ha riportato alla luce la targhetta identificativa del Motore Idraulico Nardi: “Le nostre ricerche non si sono fermate e oggi vi mostriamo un altro pezzo fondamentale di questo puzzle storico: la targhetta identificativa del Motore Idraulico Nardi”

Era il 7 novembre 1991. Sui cieli di Fontanelice un volo di addestramento rischia di trasformarsi in tragedia. Due F-104 Starfighter del V Stormo dell’Aeronautica militare precipitano durante un volo di addestramento notturno.

LA VICENDA

L’esercitazione, condotta da quattro F-104, prevedeva l’intercettazione di uno dei quattro. Un secondo velivolo faceva da supervisore e gli altri due da intercettori. Pare che i due si siano toccati durante la fase di scambio tra capo formazione e gregario. I piloti, il Cap. Andrea Scali e il S.Ten. Fabrizio Majerna, sono riusciti ad eiettarsi con successo. Majerna però subì la frattura della tibia e lo schiaccimaento di una vertebra.
I velivoli precipitarono tra Borgo Tossignano e Fontanelice alle 18.15 dopo essere decollati alle ore 18.00 da Miramare di Rimini.

Un testimone, Pio Zanotti, dichiarò: “ho visto una palla di fuoco arrivare addosso a casa mia a fortissima velocità. Sembrava che dovesse centrare la mia abitazione. Ho avuto una grande paura. Quando è caduta ho immaginato che potesse essere finita sulla casa di Strada (il guardacaccia di zona n.d.r.). Sono uscito e ho visto fiamme alte che arrivavano fino al vicino fiume”. L’altro F-104 cadde nei pressi di Prato di Fontanelice, vicino ad una casa abitata da Orfea Musconi, 72 anni:“ho sentito un boato enorme. Mi sono affacciata e ho visto fiamme altissime al di là della cancellata, poi ho sentito scoppi a ripetizione. La mia casa ha riportato danni al tetto”


Il capitano Scali riesce a raggiungere una casa a Fontanelice, vicina al luogo dell’incidente, per dare l’allarme. Viene poi trattenuta presso la caserma dei Carabinieri fontanese per diverse ore, per ricostruire l’accaduto e telefonare ai familiari. Majerna viene invece intercettato dal soccorso aereo che lo individua grazie al suo radiotrasmettitore. Verrà poi ricoverato all’Ospedale di Imola. I due piloti, quando hanno capito che per i loro velivoli non vi era piu nulla da fare, sono riusciti ad azionare il seggiolino eiettabile, secondo quanto riportano le cronache dell’epoca, da un’altezza di ben duemila metri.

Molti anni piu tardi la Romagna Air Finders chiude il cerchio sul recupero di due velivoli che fanno parte dell’epopea italiana dell’aeronautica militare: i caccia Lockheed F-104 Starfighter coinvolti in una collisione aerea il 7 novembre 1991 in addestramento notturno tra Romagna ed Emilia.

Vennero così recuperati pezzi cruciali dei due “Spilloni” che precipitavano in quell’incidente, completi dei loro inconfondibili numeri di matricola:

Questi frammenti metallici raccontano di una notte drammatica e di due piloti che si sono lanciati per salvarsi: il Capitano Andrea Scali (pilota del primo velivolo, MM6708) e il Sottotenente Fabrizio Majerna (pilota del secondo velivolo, MM6806).

Nonostante le ferite riportate, il S.Ten. Majerna compì un’impresa incredibile: riprese a volare sul suo amato F-104 e divenne l’unico pilota operativo dell’AMI ad aver completato due lanci di emergenza da uno Starfighter, arrivando successivamente al grado di Colonnello e Comandante di Gruppo! Un esempio di tenacia e attaccamento al volo che ispira.

Un Omaggio alla Tenacia in Romagna

Questi reperti sono un omaggio a quei piloti e all’epoca del “Missile con un uomo dentro”. Vogliamo sottolineare che la missione della Romagna Air Finders è recuperare tutta la storia che giace nascosta nel nostro territorio, anche quella più vicina a noi.

Da un articolo dell’epoca.


Troppo vicini, i caccia si sono toccati con le ali: I militari «miracolati» dal seggiolino eiettabile

Due rapide traiettorie in cielo, poi le ali che si urtano e i due aerei diventano fiaccole, punti luminosi sopra le colline bolognesi. Sono le 18,15 quando scatta l’allarme: due aerei militari monoposto «F-104», in forza al 5° Stormo dell’Aeronautica nella base di Miramare di Rimini, sono precipitati tra i boschi di Tossignano e Fontanelice, nell’Imolese, si teme una strage. E’ ancora vivo il ricordo dell’Aermacchi MB-326 precipitato nel dicembre scorso su una scuola di Casalecchio di Reno, uccidendo 12 ragazzi. Solo per un soffio ieri sera il tragico copione non si è ripetuto. Nella caduta i due aerei hanno sfiorato, a Prato di Fontanelice, una casa colonica, abitata saltuariamente, ma dove al momento si trovava Orfea Musconi, di 72 anni, e una casa dove risiede un guardiacaccia in pensione, Ezio Strada, situata qualche centinaio di metri più a valle, nei pressi del greto del fiume Santerno. Molta paura, ma nessuna vittima. E anche i due piloti sono riusciti a salvarsi: entrambi si sono eiettati con l’apposito seggiolino. Uno è stato raccolto poco dopo dai primi mezzi di soccorso ed è stato accompagnato alla caserma dei carabinieri di Fontanelice dove ha dato le prime informazioni sulla dinamica dell’incidente. Si tratta del capitano Andrea Scali, 30 anni, residente a Rimini. E’ riuscito a catapultarsi fuori dall’abitacolo. Le sue condizioni sono buone. Dalla caserma è riuscito subito a mettersi in contatto con i famigliari. Il suo collega, il sottotenente Fabrizio Majerna, 25 anni, pure di origine milanese, è stato ritrovato dai carabinieri e da mezzi di soccorso aereo di Padova poco dopo in mezzo ai boschi, rintracciato anche grazie al segnalatore cercapersone che aveva addosso. Ha una gamba rotta ed è stato trasportato con un’ambulanza all’ospedale di Imola.

I due jet militari erano partiti verso le 18 dalla base riminese per un volo di addestramento. Nessuno dei due era armato. Facevano parte di un gruppo di quattro aerei, di cui due rientrati poco dopo all’aeroporto di Miramare.

Nell’urto i due velivoli si sono disintegrati: i rottami si sono sparsi in un vasto raggio, tanto che in un primo momento si è pensato fossero tre i jet coinvolti. Le carcasse fumanti si sono accanite su alberi e prati, ma hanno sfiorato anche due abitazioni. Le persone residenti nella zona hanno sentito un grosso sibilo, poi rumori di motore in difficoltà, quindi i tonfi e le esplosioni provocate dal carburante che si era incendiato. L’aereo caduto a Prato si è schiantato su un costone e il boato ha infranto i vetri della casa dove si trovava l’anziana pensionata. L’altro è precipitato lambendo la casa del guardacaccia.

In un comunicato sull’accaduto, l’Aeronautica militare afferma che i due velivoli «durante un normale volo di addestramento sono entrati in collisione per cause in corso di accertamento». La nota annuncia che «lo Stato maggiore dell’Aeronautica ha dato mandato alla 1ª Legione aerea di formare una commissione per l’accertamento delle cause e della dinamica dell’incidente».