Liberty Media e la richiesta esorbitante di ben 60 milioni di Euro per poter mantenere in calendario la Formula 1 sul Santerno. Un continuo gioco al rialzo da parte di Liberty Media che rompe gli indugi abbozzando l’esagerata richiesta, fuori mercato per Imola, che sperava in un’alternanza con Monza.
Il Gran Premio sempre più lontano? I 60 milioni richiesti da Liberty Media sono davvero troppi: Imola ne ha circa 25 messi sul piatto dalla cordata di enti (Governo, Aci, Regione Emilia Romagna e Con.Ami.)
La possibilità di rivedere il GP nel calendario di Formula 1 (almeno in pianta stabile) sembra sempre più lontana: comprendere le mosse di Liberty Media è ormai diventato complicato anche per gli addetti ai lavori. E’ l’equivalente che trovarsi al tavolo da poker, con le azioni dell’avversario che diventano sempre più imprevedibili e inaffrontabili. L’azienda americana
ha chiesto ben 60 milioni per poter garantire la propria tappa nella categoria regina del motorsport. La richiesta, oltre Imola, è stata equiparata ormai a tutti gli altri paesi che chiedono un posto nel calendario di Formula 1.
Con le problematiche di Madrid risolte, tra cui le proteste del comitato di casa “antirumore” nei confronti dell’attuazione del GP e del circuito in sè, Imola deve anche accantonare la possibilità di alternarsi con il GP di Monza, l’altra tappa italiana presente nel calendario, anche per recuperare i danni subiti dopo l’alluvione del 2023.
Come riporta Motorsport.com, il sindaco di Imola Marco Panieri non intende mollare la presa, mentre l’ACI sembra essere momentaneamente in stand-bye. Le due importanti personalità che possono intervenire sono Geronimo La Russa e Tullio Del Sette, che tenteranno di tenere viva la speranza di far tornare il Circus sul Santerno. Imola, per il 2026, pur non essendo in calendario rimane prima riserva. Dovesse saltare, per qualsiasi motivo, un appuntamento, l’organizzazione è già pronta ad accogliere macchine e piloti.






