Sembra quasi che i tagli alla sanità pubblica siano cominciati l’altro ieri. Abbiamo avuto tutti i campanelli d’allarme, in questi anni, per renderci conto a quanto stavamo andando incontro: ora, in Emilia-Romagna, che rappresenta uno dei luoghi comune della sanità “isola felice”, i medici sono in fuga e le aziende sono fortemente sotto pressione: solo il salvagente del privato convenzionato mantiene a galla la baracca.
L’allarme arriva da Aiop e Anisap: si tratta di un quarto delle prestazioni a rischio: abbiamo medici che fuggono dalla regione di fronte a compensi inferiori ai 10 euro netti a visita. E cliniche e ambulatori privati convenzionati con il Ssn subiranno tagli medi dal 10 al 25% dei rimborsi sulle prestazioni diagnostiche.

I TAGLI: UNA QUESTIONE CHE NON COMINCIA OGGI
Non dimentichiamoci del definanziamento del SSN cominciato nel 2010 e conclusosi nel 2019: quanto silenzio dell’opinione pubblica in questi anni!
Fra tagli e minori entrate il Servizio Sanitario Nazionale ha perso negli ultimi dieci anni € 37 miliardi di euro: è quanto emerge dal report dell’Osservatorio GIMBE. Il finanziamento pubblico è stato decurtato di oltre € 37 miliardi, di cui circa 25 miliardi nel 2010-2015 per tagli conseguenti a varie manovre finanziarie ed oltre 12 miliardi nel 2015-2019, quando alla Sanità sono state destinate meno risorse di quelle programmate per esigenze di finanza pubblica. In termini assoluti il finanziamento pubblico in 10 anni è aumentato di 8,8 miliardi, crescendo in media dello 0,9% annuo, tasso inferiore a quello dell’inflazione media annua (1,07%).
E IL TAGLIO DEI POSTI LETTO IN EMILIA ROMAGNA? segue nell’articolo seguente
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