SIA CHIARO: L’INIZIATIVA E’ AMMIREVOLE E CONDIVISIBILE,ORA OCCORRE CAPIRE QUANTO IL BOSCO INCIDERA’ SULLA SVOLTA GREEN DELL’AUTODROMO, ALLA LUCE DELLE EMISSIONI COMPLESSIVE ANNUALI DELL’IMPIANTO .
L’area scelta per il bosco dell’Autodromo, inserita all’interno del parco lungofiume, è situata nell’ansa del fiume Santerno, in adiacenza al ponte della ferrovia, a circa 1km dall’Autodromo ed è attraversata dalla Ciclovia del Santerno, una pista ciclopedonale che fa parte della Bicipolitana della Città Metropolitana di Bologna, di grande rilevanza sia per essere un asse strategico per lo sviluppo di un turismo sostenibile, sia come sistema di connessione ciclopedonale tra i 6 comuni ubicati sulla Valle del Santerno.

Essendo posizionata in un’ansa del fiume Santerno, la scelta degli alberi da mettere a dimora è stata indirizzata verso specie autoctone tipiche degli ambienti fluviali, in continuità con la vegetazione presente oltre l’argine. Verrà realizzata anche un’area di ridotte dimensioni in cui saranno messe a dimora specie da frutto, in continuità con la zona destinata a orti urbani e i frutteti presenti.

Il progetto, che risponde agli obiettivi 3, 11, 13 e 15 dell’Agenda 2030, si pone l’obiettivo di quantificare nel tempo gli impatti degli interventi di forestazione progettati.

Per questo nel team di progettazione è stato coinvolto il Professor Ferrini, dell’Università di Firenze, uno dei massimi esperti italiani in ambito di forestazione urbana, che ha calcolato i benefici apportati da qui a 30 anni derivanti dal progetto e che prevedono: Co2 assorbita 4928,112 t/anno, O3 rimosso 59190,15 kg/anno, NO2 rimosso 61334,97 kg/anno, PM2,5 rimosso 18638,61 kg/anno.

In seguito a questa notizia è intervenuta con un comunicato LEGAMBIENTE IMOLA-MEDICINA, la quale chiarisce immediatamente “condividiamo obiettivi , finalità e benefici della forestazione urbana espressi dall’Assessore all’Ambiente Elisa Spada nel comunicato pubblicato sul sito del Comune il 16 novembre.”
Dopo queste premessa, Legambiente si sofferma sul discorso legato alle emissioni, non condividendo – “l’enfasi comunicativa dell’Assessore Elena Penazzi quando afferma che l’area diventerà il bosco -per- l’Autodromo” – un bosco che sarebbe destinato quindi ad abbassare le emissioni di CO2 prodotte dall’impianto e a renderlo più “verde”. Ma Legambiente, circa quest’aspetto, ritiene “che questa comunicazione sia parziale e fuorviante rispetto le emissioni considerate, essendo priva di un dato essenziale”

Il quesito fondamentale dell’intervento dell’associazione è relativo a – “quante emissioni di CO2 producono le attività dell’autodromo in un anno.”

Il Bosco quanto inciderà sulla svolta green dell’Autodromo?

Spiega Legambiente – “La FIA nel 2019 ha effettuato un’indagine riguardo i consumi legati alle competizioni dei 21 GP di F1 di tale anno, individuando un valore complessivo di 256.000 tonnellate di CO2 emesse. Una media di 12.000 tonnellate di CO2 ogni GP di F1. Da aggiungere a questo dato le emissioni di CO2 prodotte dagli spostamenti di 120.000 spettatori arrivati a Imola in auto, aereo, treno; le emissioni di CO2 prodotte dagli elicotteri che hanno trasportato i VIP in autodromo; le emissioni dei sorvoli delle Frecce Tricolore, le emissioni di CO2 prodotte dalla lavorazione delle tonnellate di rifiuti…”

In questo caso”- fa sapere Legambiente – ” per compensare le emissioni complessive di un GP di F1 occorrono minimo 4/5 anni di lavoro del Bosco “per” l’Autodromo quando gli esemplari saranno adulti (fra 30 anni).”

Infine, conclude l’associazione – “Se si organizzano gare di sette giorni consecutivi con la partecipazione di vecchie F1 (si veda Mondiali Ferrari), che peraltro risultano di gran lunga più inquinanti delle attuali e si aggiungono le emissioni prodotte dagli spostamenti di 35000 spettatori e di tutti gli addetti ai lavori, dal trattamento dei rifiuti prodotti, dall’uso di generatori, dal trattore che ad ogni intervallo pulisce la pista utilizzando una ventola che solleva un polverone intriso di particelle di freni usurati, pneumatici e scarichi delle vetture… quante emissioni di CO2 vengono prodotte?