DONINI, ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITÀ: “BUCO DI BILANCIO DEL COVID? IL RISCHIO È DI ANDARE IN DISAVANZO, MA È UNO SCENARIO CHE NON VOGLIO NEANCHE IMMAGINARE”
SULLE LISTE D’ATTESA: “ENTRO L’ANNO RAGGIUNGEREMO IL 90% DI ZONA VERDE”
SUI TAGLI ALLA SANITÀ: “IL PROSSIMO GOVERNO, DI QUALUNQUE COLORE SIA, DEVE COMPLETARE LE MISURE NECESSARIE AD EVITARE I TAGLI ALLA SANITÀ”

Bologna. Fanno ben sperare,almeno sulla carta, le parole dell’assessore regionale alla sanità Raffale Donini in merito allo smaltimento delle liste d’attesa. Eh sì, perché secondo Donini, entro l’anno si arriverà “in zona verde per oltre il 90% delle prestazioni monitorate.” Non è chiaro se sia una “boutade” fiduciosa dell’assessore oppure, ci si augura, una dichiarazione basata su un progetto di intervento, per riaprire le agende chiuse delle visite specialistiche, che specie nella nostra AUSL sono al di sotto della media minima garantita.
Senz’altro, il fatto che si apra un dibattito su questa problematica è positivo. Ed è positivo anche che l’assessore prenda atto della situazione, cercando di risolverla. E non dev’essere una bella gatta da pelare, dopo il buco di bilancio innescato dal Covid nella casse della sanitá emiliano romagnola.

Liste d’attesa-la Media E.R torna a respirare

Occorre però capire se oltre alla buona volontà esista un piano concreto di azione per tornare a vedere respirare le liste d’attesa; Donini , a Repubblica ha dichiarato che “i tempi di attesa stanno progressivamente rientrando ai livelli pre-pandemia, anche se bisogna dare tempo alle aziende di portare a regime il programma di recupero, che comprende anche accordi con il privato accreditato.
Per l’assessore di Viale Aldo Moro, l’obbiettivo è quello di raggiungere entro l’anno il 92% dei tempi rispettati,e come ha evidenziato “in tutte le prestazioni monitorate. Per poi superare questo traguardo nel 2023”.

È ovvio che Donini si riferisce a medie regionali: medie che comprendendono tutte le AUSL: ad oggi, soltanto Chirurgia Vascolare e Gastroenterologia sono in rosso.
Il problema nasce spacchettando le prestazioni di ogni differente azienda, facendo sí che le singole medie non si equivalgano.
Potete rendervene conto voi stessi dando un’occhiata all’indice di performance dell’AUSL di Imola, raccolto nella stessa data di quello regionale (numeri di questa settimana)

LISTE D’ATTESA, MEDIA AUSL IMOLA

Invece, sul fronte “Pronto Soccorso” l’Assessore parrebbe abbastanza soddisfatto, dato che, come ha poi dichiarato – “Impegniamo 10 milioni di euro l’anno per rafforzare la rete.” Il politico di Viale Aldo Moro ha poi fatto notare come si continui “a proporre incentivi agli operatori sanitari.” L’assessore avrebbe anche “proposto di destinare al personale altre tre milioni di euro che Inail riserva alla Regione.”
Resta attivo anche il “l’accordo con i medici di emergenza territoriale che verranno incentivati a operare al Pronto Soccorso”.
Sono molto importanti queste parole dell’assessore Donini, alla luce proprio della scarsità di medici di Pronto Soccorso nello stesso turno, a fronte di un gran numero di utenti.

E’ naturale che Donini, per rimediare a queste problematiche (che si stanno verificando su tutto il territorio nazionale, dopo i tagli alla sanità degli anni scorsi) dovrebbe servirsi anche di risorse governative da confluire sulla sanità regionale, specialmente per ripianare il buco di bilancio dovuto al Covid: infatti, come ha ben precisato a Repubblica: “Il rischio è di andare in disavanzo, ma è uno scenario che non voglio neanche immaginare. Il Decreto aiuti ha dato una prima risposta. Necessaria anche se non sufficiente. Bisogna consentire alle Regioni di trasformare i costi Covid non coperti dallo Stato in un piano di ammortamento pluriennale. Speriamo che il prossimo governo, di qualche colore politico sia, completi le misure necessarie ad evitare tagli in sanità da parte delle Regioni.