Spaccio, bivacchi e minacce alle telecamere di «Fuori dal Coro»: l’allarme sicurezza dei residenti tra accoltellamenti e scippi quotidiani.

BOLOGNA. Un clima di costante tensione, degrado diffuso e una sfrontatezza che arriva a sfidare apertamente le telecamere. È il quadro documentato nell’area adiacente alla stazione centrale di Bologna dalla trasmissione Mediaset Fuori dal Coro, in un servizio firmato dall’inviata Federica Altamura.  

L’accoglienza riservata alla troupe è ostile fin dai primi istanti. Nei pressi dei binari e dei portici antistanti, un giovane cerca subito di bloccare il lavoro dei reporter: «Perché hai fatto il video, signora? Abbassa il video!», intimando a gesti di allontanare l’obiettivo prima di essere allontanato.  

Poco più avanti, sdraiato su una coperta appoggiata su un muretto, un uomo trascorre la serata all’addiaccio confermando ai microfoni di dimorare stabilmente in quel punto. A risaltare, ben visibile alla caviglia scoperta, c’è un braccialetto elettronico. Ma il momento più allarmante si consuma pochi secondi dopo: alzatosi per parlare con i cronisti, l’uomo domanda provocatoriamente se abbiano una pistola. Di fronte al loro rifiuto, infila la mano nella tasca del giubbotto, ne estrae una e la punta dritta contro la telecamera. Si rivelerà solo una riproduzione finta, ma il gesto restituisce l’esatta misura del clima di insicurezza che caratterizza la zona a qualsiasi ora.  

A tracciare un bilancio ancora più preoccupante sono i racconti di chi quell’area la frequenta ogni giorno. «Spacciatori fissi, scippi ad anziane signore, accoltellamenti e perfino sparatorie», riferisce un testimone a volto coperto. Un bollettino continuo che riaccende i riflettori sull’emergenza sicurezza e sulla gestione dell’ordine pubblico attorno al principale nodo ferroviario della città.