CASTEL SAN PIETRO TERME – Un patrimonio storico e termale ridotto all’ombra di sé stesso. La Fonte Fegatella, uno dei simboli più identitari e amati di Castel San Pietro Terme, versa oggi in uno stato di grave degrado e abbandono, sollevando un’ondata di sdegno e accese polemiche politiche nel territorio imolese.  

A denunciare apertamente le condizioni della struttura è Francesco Grandi, segretario della sezione di Imola di Patto per il Nord, intervenuto sul posto per mostrare le crepe, l’usura del cemento e la mancanza di manutenzione che attanagliano il tempietto.  

Una storia lunga quasi sette secoli

La Fonte Fegatella non è soltanto una fontana pubblica, ma un vero e proprio monumento carico di significato storico e culturale per la comunità:  

 Le origini nel 1337: La sorgente è nota fin dal XIV secolo. La tradizione narra della miracolosa guarigione di un gregge di pecore proprio nell’anno in cui Castel San Pietro ospitò temporaneamente lo Studio Universitario di Bologna.  

 La prima struttura (1583): Nel tardo Cinquecento venne edificata la prima opera muraria, costituita da una stanza a volta con panchine in pietra per accogliere i cittadini che beneficiavano delle proprietà curative dell’acqua.  

 Il tempietto moderno: L’attuale monumento a tempietto fu realizzato nei primi anni ’50 del Novecento dall’Azienda Autonoma di Cura. L’ultimo intervento significativo di ristrutturazione risale ormai al 2001.  

La denuncia: «Nessuno è intervenuto, serve un commissariamento»

Durante il sopralluogo, Grandi ha espresso parole dure nei confronti delle istituzioni e degli enti preposti alla tutela del patrimonio:

«Siamo qui in prossimità della Fonte Fegatella. Questa fontana, che per noi è un monumento fondamentale legato alle acque termali della città, è stata abbandonata da anni. Ci sfugge come nessun amministratore che si è succeduto, e persino la Soprintendenza, non siano intervenuti per tutelare e preservare questo sito dal decadimento. È una vergogna.»
Grandi ha inoltre ricordato la figura del sindaco Odorici e del professor Giungi (già direttore della stazione termale), sottolineando come l’attuale situazione offenda la memoria di chi ha valorizzato le terme locali.  

Di fronte al disinteresse riscontrato nei confronti delle sollecitazioni giunte anche da comitati e cittadini residenti, la provocazione politica si fa radicale:

«Castel San Pietro sembra oramai una nave in mezzo all’oceano alla deriva. A questo punto sarebbe meglio un commissario prefettizio che prenda in mano la situazione e intervenga senza mezzi termini per salvaguardare il nostro territorio.»
Un appello per il recupero

Il caso della Fonte Fegatella riapre la discussione sulla tutela dei beni storici e termali minori ma di alto valore identitario per il circondario imolese. I cittadini e i comitati locali continuano a chiedere a gran voce un piano straordinario di restauro e valorizzazione prima che l’usura del tempo renda irrecuperabile la storica struttura.