LETTERA APERTA AL SINDACO PANIERI

di ADRIANO REGOLI

(Riceviamo e pubblichiamo)

La discussione intorno al rinnovo e ai costi del Gran Premio di Formula 1 all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari merita finalmente un’operazione di verità e un confronto politico all’altezza delle sfide che la nostra città ha di fronte.

Sappiamo bene quanto il motorsport faccia parte della storia identitaria di Imola. Ma un conto è la passione sportiva, un altro è la gestione e la sostenibilità di un’operazione economica che, numeri alla mano, drena risorse pubbliche colossali. Si parla di un impegno finanziario complessivo che si aggira intorno ai 40 milioni di euro, sostenuto da un co-finanziamento di diversi Enti pubblici. A fronte di un investimento così ingente, i ritorni in termini di immagine e di indotto reale per la totalità del tessuto economico cittadino appaiono, a un’analisi spassionata, mediocri e frammentati, a fronte di una perdita economica certa e strutturale per le casse pubbliche.

Da una forza politica e amministrativa di sinistra ci si aspetterebbe un rigore e una scala di priorità ben differenti. Invece, si assiste a una sorta di infatuazione acritica per i grandi eventi motoristici, considerati una sorta di totem intoccabile attorno a cui far girare il bilancio e la narrazione della città.

Il punto, tuttavia, non è contrapporre la F1 ai bisogni quotidiani dei cittadini, pur legittimi. Il punto è molto più strategico: a cosa serve davvero Imola?

Se l’autodromo e i grandi eventi fossero il volano per valorizzare e sostenere le vere eccellenze del nostro territorio, allora potremmo anche discuterne. Ma Imola è molto altro, ed eccelle in campi che meriterebbero ben altra centralità e risorse pubbliche ben indirizzate. Penso, ad esempio, a un’eccellenza mondiale come l’Istituto di Montecatone e al lavoro straordinario sulla riabilitazione di tante persone in carrozzina: un presidio di civiltà, ricerca e cura che dovrebbe essere il vero marchio di fabbrica della nostra città. Penso alla complessa e ancora incompiuta riconversione dell’ex manicomio dell’Osservanza, che potrebbe diventare un polo d’avanguardia per la cultura, la formazione, l’innovazione sociale e la ricerca, anziché rimanere schiacciata nell’ombra dei grandi eventi a scadenza annuale.

Continuare a giustificare impegni finanziari fuori scala per la F1 rischia di trasformare l’Autodromo in una cattedrale nel deserto della politica industriale e culturale cittadina, un evento che consuma risorse che invece potrebbero essere moltiplicate per rigenerare il tessuto urbano, il lavoro stabile e i servizi avanzati.

È il momento di aprire una riflessione seria, laica e coraggiosa sulla sostenibilità economica di questo evento e sulla destinazione prioritaria delle risorse pubbliche. La sinistra imolese ha il dovere politico e morale di scegliere se continuare a inseguire la vetrina effimera dei motori o se investire con coraggio sulle vere infrastrutture sociali, sanitarie e culturali che danno futuro a Imola.

–Adriano Regoli—