BOLOGNA — Uve marce, muffe diffuse attorno a vasi vinari e botti, conserve alimentari senza tracciabilità e migliaia di litri di vino “irregolare”. È questo il bilancio di una vasta operazione di controllo condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) in diverse aziende della filiera vitivinicola ed alimentare.

Gli interventi dei militari, mirati a tutelare la salute pubblica e la sicurezza dei consumatori durante la fase della vendemmia e della produzione, si sono concentrati in modo capillare su tre aree strategiche del territorio: il Bolognese, il Faentino e la Bassa Romagna.

Nel corso delle ispezioni, i carabinieri hanno riscontrato un quadro di gravi criticità igienico-sanitarie e amministrative. Tra i provvedimenti spicca il blocco di circa 15.000 litri tra vino sfuso, mosti in fermentazione e bottiglie pronte per il mercato — per un valore stimato di 110.000 euro —, a causa di violazioni sulle norme di tracciabilità, etichettatura e di notevoli discrepanze tra i registri telematici e le reali giacenze in cantina.

Non è andata meglio sul fronte dei prodotti alimentari: sono stati posti sotto sequestro circa 1.200 chili di derrate (tra conserve artigianali prive di validazione del rischio, paste con etichette irregolari e uve passite deteriorate o infestate) del valore di circa 10.000 euro. Le verifiche hanno inoltre portato alla luce pessime condizioni igieniche nei locali di stoccaggio, segnati da scarsa pulizia e muffe, violando le normative sull’autocontrollo HACCP.

Complessivamente, l’operazione si è conclusa con la sospensione o la chiusura di tre attività ritenute prive dei requisiti minimi e delle autorizzazioni necessarie, oltre all’emissione di 15 sanzioni amministrative per un importo complessivo di 25.000 euro.