IMMIGRAZIONE, EVANGELISTI (FDI): “OLTRE 2,1 MILIONI DI EURO ALL’ANNO PER 114 POSTI PROFUGHI NELL’IMOLESE. LA REGIONE FAREBBE BENE A MONITORARE QUESTI COSTI: LE PRIORITÀ DEI NOSTRI CITTADINI SONO ALTRE”

Evangelisti (Fdi): Mentre migliaia di famiglie emiliano-romagnole affrontano i morsi del carovita, una crisi abitativa senza precedenti e liste d’attesa infinite nella sanità pubblica, assistiamo al rinnovo di progetti assistenziali con cifre che lasciano sinceramente sconcertati. Il caso del Nuovo Circondario Imolese è emblematico: oltre 2,1 milioni di euro all’anno di denaro pubblico stanziati per la gestione di appena 114 posti per richiedenti asilo. Una spesa che nel triennio supererà i 6,3 milioni di euro. Parliamo di un costo pro-capite che supera i 18 mila euro all’anno per ogni singolo ospite. È una questione di equità sociale che non possiamo più ignorare 

Con queste parole Marta Evangelisti, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Legislativa, annuncia la presentazione di una dura interrogazione alla Giunta regionale in merito al rinnovo del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) nel territorio imolese, che prevede una rete diffusa di 20 strutture tra Imola, Castel San Pietro e Medicina.

L’esponente di FDI analizza con precisione i dati del piano finanziario: Entrando nel dettaglio delle cifre, emerge che più della metà delle risorse, ovvero oltre 1 milione di euro all’anno, finisce direttamente nelle casse degli enti gestori e delle cooperative per coprire i costi del personale. A questo si aggiungono 510 mila euro per le spese vive degli accolti, inclusi pocket money e abbigliamento, e quasi mezzo milione di euro tra affitti, utenze e spese condominiali. Senza contare gli oltre 130 mila euro per arredi straordinari e attività collaterali. Di fronte a questo scenario, è legittimo chiedersi se vi sia un reale controllo sull’efficienza e sulla trasparenza di questa spesa.

Nel suo atto ispettivo, Evangelisti sposta il focus sulle competenze di Viale Aldo Moro: La Regione Emilia-Romagna non può lavarsene le mani trincerandosi dietro il fatto che si tratti di fondi ministeriali. La gestione del welfare, delle politiche abitative e l’impatto sociale della cosiddetta “accoglienza diffusa” sui territori ricadono interamente sulle spalle dell’amministrazione regionale. Questa proliferazione di microstrutture rischia di sottrarre alloggi al mercato degli affitti privati e genera inevitabili tensioni nelle frazioni più isolate, come accade a Spazzate Sassatelli.

Con questa interrogazione, conclude la Presidente del Gruppo FDI,  chiediamo alla Giunta di fare chiarezza su due fronti: da un lato, vogliamo sapere se si intenda finalmente attivare un monitoraggio ispettivo rigoroso, tramite gli osservatori regionali, sulla trasparenza dei contratti e degli appalti affidati alle cooperative; dall’altro, pretendiamo di sapere se la sinistra ritenga ancora politicamente accettabile garantire tutele totali e standard alloggiativi completi a cittadini stranieri, mentre i residenti emiliano-romagnoli in difficoltà restano sistematicamente esclusi dai fondi regionali per l’affitto e dalle graduatorie delle case popolari.