L’auto blu per la droga e il gatto dal veterinario: la Corte dei Conti condanna Gianfranco Miccichè
PALERMO — Quella berlina di rappresentanza, pagata con i soldi dei contribuenti siciliani e destinata ai compiti istituzionali del vertice dell’Assemblea Regionale, veniva trattata alla stregua di un’utilitaria di famiglia. Non solo per sbrigare commissioni domestiche o trasportare parenti e collaboratori, ma anche per accompagnare il gatto di casa dal veterinario e, in almeno sette occasioni, per andare ad acquistare stupefacenti. A distanza di due anni dall’esplosione dello scandalo che ha travolto una delle figure storiche della politica isolana, per Gianfranco Miccichè arriva il primo rendiconto dei conti pubblici.
La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Sicilia ha depositato la sentenza con cui condanna l’ex presidente dell’Ars a risarcire il danno erariale provocato alle casse dell’Assemblea. Un verdetto giunto a firma del collegio presieduto da Anna Luisa Carra che ha accolto, seppur parzialmente, l’impostazione accusatoria della Procura regionale, ricalcolando la cifra complessiva spettante all’amministrazione.
Per l’ex viceministro e storico leader di Forza Italia in Sicilia la sanzione ammonta a poco più di 31 mila euro da versare direttamente di tasca propria, a cui vanno aggiunti ulteriori 11.660 euro da corrispondere in solido con il suo ex autista di fiducia, Maurizio Messina. Quest’ultimo è stato condannato a pagare a titolo personale altri 13.500 euro, in quello che rappresenta per lui il secondo pronunciamento sfavorevole dopo la condanna per il danno d’immagine inflitto all’istituzione di Palazzo dei Normanni.
L’inchiesta contabile traccia un affresco dettagliato dell’uso spregiudicato dei mezzi di servizio e dei fondi pubblici tra la capitale e Cefalù. Nelle carte dei magistrati si affollano gli spostamenti privati, il trasporto di piante, medicinali, spesa quotidiana e borse di personali per conto della segreteria. Ma il capitolo più buio e politicamente devastante resta legato ai viaggi della berlina per raggiungere i luoghi dello spaccio a Palermo: viaggi che, secondo i giudici contabili, non hanno nulla a che vedere con le funzioni di rappresentanza della Presidenza e costituiscono un ingiustificato prosciugamento delle risorse pubbliche, al pari delle rimborsopoli per le finte missioni istituzionali addebitate assieme al suo staff.
La pronuncia amministrativa rappresenta tuttavia soltanto un tassello del mosaico giudiziario a carico di Miccichè. Se sul fronte contabile l’ex presidente si appresta a presentare ricorso per ribadire la correttezza della propria condotta, su quello penale la strada si preannuncia ancor più impervia: ad attenderlo c’è infatti l’inizio del dibattimento che lo vede imputato con le pesanti accuse di peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato.
- “Auto blu per prendere la droga” ex senatore di Forza Italia condannato per danno erariale
- Evangelisti(FDI)”Acque Minerali, Regione sceglie scaricabarile burocratico. Da Comune risposte artefatte”
- Furti all’Outlet di Castel Guelfo, Carabinieri arrestano cinque rumeni
- Imola, ordinanza anti alcol si allarga, Carapia “Chi controllerà queste aree giorno e notte?”
- Infezioni ospedaliere: l’Italia maglia nera in Europa. Un’emergenza tra ritardi strutturali e il peso dell’antibiotico-resistenza
"Auto blu per prendere la droga" ex senatore di Forza Italia condannato per danno erariale
Related posts
Cerca un articolo
Articoli Recenti
- “Auto blu per prendere la droga” ex senatore di Forza Italia condannato per danno erariale
- Evangelisti(FDI)”Acque Minerali, Regione sceglie scaricabarile burocratico. Da Comune risposte artefatte”
- Furti all’Outlet di Castel Guelfo, Carabinieri arrestano cinque rumeni
- Imola, ordinanza anti alcol si allarga, Carapia “Chi controllerà queste aree giorno e notte?”
- Infezioni ospedaliere: l’Italia maglia nera in Europa. Un’emergenza tra ritardi strutturali e il peso dell’antibiotico-resistenza





