CRA NEL NUOVO CIRCONDARIO IMOLESE: LISTE D’ATTESA ESPLOSE DEL +65%, INGRESSI IN CALO E RETTE IN AUMENTO. CARAPIA (FDI): “L’AMMINISTRAZIONE FACCIA CHIAREZZA SUL CROLLO DEI SERVIZI PER GLI ANZIANI”

A seguito della risposta all’atto di sindacato ispettivo promosso lo scorso 27 luglio, i dati ufficiali trasmessi dall’ASP tracciano un quadro allarmante e intollerabile sulla gestione delle Case Residenza Anziani (CRA) nel Nuovo Circondario Imolese.

I numeri estratti dalla graduatoria unificata dipingono una realtà di profonda sofferenza per centinaia di famiglie del nostro territorio, dichiara il Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia Simone Carapia.
Per di più, oltre il 55% di questi anziani (151 persone) presenta un bisogno assistenziale ad alta gravità, con un punteggio BINA compreso tra 500 e 590.
La lista d’attesa per un posto nelle strutture accreditate è letteralmente esplosa: siamo passati dai 164 utenti in lista al 31 dicembre 2023 ai 205
del 2024, fino ad arrivare al picco di 271 cittadini in attesa al 31 dicembre 2025. Parliamo di un aumento del
in soli due anni
+65,2%

A fronte di questa domanda crescente, il sistema pubblico risponde con una contrazione dell’offerta: Mentre le liste si allungano e il tempo medio di attesa sfiora i sei mesi.A questo si aggiunge la stangata sulle tariffe
, imponendo un esborso mensile superiore ai 1.620 euro. Un carico insostenibile per molte famiglie, considerando che nel 2025 gli utenti che hanno beneficiato dell’integrazione della retta da parte dell’ASP sono stati appena 39. Gli ingressi autorizzati nelle strutture diminuiscono anno dopo anno: si è passati dai 220 ingressi del 2023 ai 210 del 2024, fino al crollo di soli
(-12,3%)193 ingressi nel 2025. Inoltre dal 1° febbraio 2024 la retta giornaliera a carico dell’utente è passata da 50,05 € a 54,15 €.
Non sorprende, dunque, che nel solo 2025 si siano registrate al momento dell’offerta del posto
64 rinunce o differimenti.

Il Consigliere di Fratelli d’Italia sottolinea inoltre come il riscontro agli atti rimanga parziale: Nonostante la capienza totale sia di 507 posti distribuiti su 10 strutture, l’ASP non ha fornito i dati fondamentali sul tasso di occupazione medio dei singoli plessi, non ha chiarito le motivazioni dettagliate delle rinunce e non ha quantificato i tempi massimi di attesa né lo storico dei tempi medi per il 2023 e 2024.

La tutela delle persone fragili deve tornare al centro dell’agenda politica del Circondario. Depositato un sollecito integrativo per ottenere i dati mancanti, porterò la questione direttamente in Aula: i cittadini meritano risposte chiare, rette eque e un adeguamento reale dei posti letto, non liste d’attesa interminabili e rincari a fronte di un servizio in contrazione, conclude Carapia.