Il giovane sorpreso con bilancino di precisione e contanti all’interno dell’appartamento protetto. Insorge la Lega: «Controlli inesistenti, revocare subito l’ospitalità e verificare gli alloggi pubblici».
BOLOGNA — Un appartamento destinato a percorsi di protezione e integrazione trasformato in una centrale per lo smercio di stupefacenti. È lo scenario scoperto dai Carabinieri in via Zanardi, culminato con l’arresto di un 18enne di origine tunisina colto in flagranza di reato.
Il blitz e il sequestro
I militari dell’Arma sono entrati in azione all’interno dell’alloggio, ponendo fine a un’attività di spaccio documentata da continui movimenti sospetti. Durante la perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati:
Circa 190 grammi di hashish già destinati alla vendita al dettaglio;
Un bilancino elettronico di precisione per la suddivisione delle dosi;
605 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
La bufera politica: «Modello fallito»
La vicenda ha innescato un acceso scontro politico. A sollevare il caso sono stati l’europarlamentare Anna Cisint e il capogruppo leghista in Consiglio comunale Matteo Di Benedetto, puntando l’indice sulla falla nei sistemi di vigilanza.
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