IMOLA – La gestione e il futuro della piscina comunale “E. Gualandi” di Ortignola accendono uno scontro totale a Imola, trasformando una complessa battaglia legale in una disputa sul rilascio dell’impianto oltre che una battaglia mediatica a suon di comunicati. Da un lato, l’Amministrazione comunale presenta la temporanea chiusura dell’impianto come l’atto finale e inevitabile di un lungo contenzioso tra privati; dall’altro, le società uscenti replicano duramente, parlando di ricostruzioni distorte e paventando pesanti retroscena politici.

COMUNICATO STAMPA COMUNE DI IMOLA

In merito alla situazione relativa alla piscina Ortignola, l’Amministrazione comunale precisa che la chiusura temporanea è l’esito inevitabile della procedura di esecuzione forzata per il rilascio dell’immobile avviata dal concessionario Ortignola srl nei confronti del gestore DEAI srl, al quale era già stato notificato l’avviso da oltre venti giorni.

A seguito delle sentenze della Corte d’Appello di Bologna, lo scorso 17 aprile 2026 è stato confermato l’obbligo per DEAI srl di rilascio immediato della struttura. 

L’Amministrazione comunale esprime profonda amarezza per la situazione.

Il Comune di Imola, pur non essendo parte in causa, avuta conoscenza dell’esito delle sentenze, si è attivato a tutela del servizio pubblico chiedendo garanzie a Ortignola srl sulla continuità dello stesso. Il Comune apprende inoltre dal concessionario che i dipendenti della struttura sono e saranno pienamente tutelati: il rapporto di lavoro proseguirà in continuità e Ortignola Srl si farà carico anche degli stipendi arretrati qualora non pagati da Deai srl e delle quote TFR.

L’Ente comunale è stato informato e rassicurato dalla società concessionaria che essa è già al lavoro per sostenere i costi necessari a ripristinare la piena funzionalità dell’impianto.

L’Amministrazione comunale auspica e vigilerà affinché l’attività e i servizi all’utenza possano riprendere nel più breve tempo possibile, al fine di garantire continuità ad un servizio pubblico.

COMUNICATO STAMPA DEAI E SPORT UP



DEAI S.r.l. e Sport Up SSD a r.l. respingono le gravi e false dichiarazioni diffuse dal Comune di Imola e si riservano ogni azione a tutela della propria reputazione e dei danni arrecati all’attività d’impresa.

Le scriventi DEAI S.r.l. e Sport Up SSD a r.l. ritengono doveroso smentire con assoluta fermezza il contenuto del comunicato diffuso dal Comune di Imola, contenente affermazioni gravemente inesatte, fuorvianti e lesive della reputazione delle società e dei rispettivi organi amministrativi.

In primo luogo, occorre chiarire un dato che il comunicato omette o confonde deliberatamente: DEAI S.r.l. e Sport Up SSD a r.l. sono due soggetti giuridici distinti, dotati di autonoma personalità, diversa attività e differenti rapporti contrattuali.

DEAI S.r.l. era la società affidataria della gestione dell’impianto natatorio E. Gualandi.

Sport Up SSD a r.l., invece, è una società sportiva dilettantistica che organizza e gestisce attività sportive grazie ad oltre cento collaboratori sportivi e che opera nell’impianto E. Gualandi in forza di un autonomo contratto stipulato nel 2017 ed attualmente vigente.
L’accostamento operato dal Comune tra le due società, quasi fossero un unico soggetto, è pertanto giuridicamente scorretto e idoneo a generare grave confusione nei confronti dell’utenza.

È altresì destituita di fondamento la ricostruzione secondo cui l’interruzione delle attività sarebbe imputabile alle società scriventi.
Nella tarda mattinata del 24 giugno 2026, la Corte d’Appello di Bologna comunicava il rigetto dell’istanza proposta da DEAI S.r.l. di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di rilascio dell’azienda ad Ortignola S.r.l..
Preso atto di tale decisione, già nella giornata del 25 giugno 2026 DEAI S.r.l. provvedeva al rilascio dell’impianto, collaborando pienamente con Ortignola S.r.l., alla quale venivano consegnate le chiavi di un’azienda funzionante, comprensivo di un impianto sportivo dotato di tutte le attrezzature e di dipendenti pronti a continuare a lavorare come avevano fatto ininterrottamente sino al giorno prima.

La scelta di procedere al rilascio spontaneo dell’impianto nell’arco di poche ore dalla comunicazione della decisione della Corte d’Appello costituisce la dimostrazione della correttezza e della piena collaborazione sempre tenute da DEAI S.r.l., circostanza incompatibile con la rappresentazione di una società che avrebbe ostacolato il subentro del nuovo gestore.

La successiva decisione di chiudere l’impianto costituisce una scelta esclusivamente riconducibile a Ortignola S.r.l., assunta, per quanto consta, in accordo con il Comune di Imola. A tal proposito si rammenta che la convenzione di concessione dell’impianto comunale ad Ortignola S.r.l. prevede che la chiusura dell’impianto per almeno 30 giorni determina il diritto alla risoluzione da parte del Comune.

Non può pertanto essere imputata alle società scriventi la sospensione dei servizi, delle attività sportive o dei centri estivi, né tantomeno il disagio arrecato agli utenti.

D’altronde i dipendenti di DEAI, che sono stati trasferiti ad Ortignola S.r.l. come previsto dalla legge, hanno dovuto mettere in mora il nuovo datore di lavoro affinché venisse loro comunicato quando e dove presentarsi per prestare la loro attività lavorativa; ancora oggi, tuttavia, non è pervenuta alcuna risposta.

Inoltre, a fronte della scelta di mantenere chiuso l’impianto, Sport Up SSD a r.l. ha subito formalmente diffidato Ortignola S.r.l. e il Comune di Imola, chiedendo di ritornare immediatamente nella disponibilità degli spazi dell’immobile in forza del contratto stipulato nel 2017, così da poter riprendere senza ritardi le attività sportive e i servizi destinati alla collettività.

Risultano quindi del tutto infondate le affermazioni volte ad attribuire alle scriventi responsabilità per l’interruzione delle attività o per gli eventuali pregiudizi subiti dall’utenza.

Le dichiarazioni diffuse dal Comune di Imola e da altri soggetti coinvolti, oltre a rappresentare in modo non veritiero i fatti, arrecano un grave pregiudizio all’immagine di DEAI S.r.l. e di Sport Up SSD a r.l., nonché all’attività imprenditoriale e sportiva costruita in anni di lavoro, coinvolgendo oltre cento collaboratori sportivi, dipendenti, famiglie e utenti.

Le società hanno pertanto conferito mandato ai propri legali affinché vengano valutate tutte le iniziative giudiziarie necessarie per la tutela della propria reputazione, dell’immagine commerciale e dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti alla diffusione di informazioni false o gravemente fuorvianti, nonché di eventuali condotte di sviamento della clientela, riservandosi di agire nei confronti di chiunque risulti responsabile.

DEAI S.r.l. e Sport Up SSD a r.l. continueranno a tutelare i propri diritti esclusivamente nelle sedi competenti, confidando che il confronto pubblico possa svolgersi nel rispetto della verità dei fatti e della correttezza istituzionale che deve caratterizzare l’operato di ogni pubblica amministrazione.
Sul punto osserviamo, difatti, che il Comune di Imola, in quanto amministrazione pubblica, non dovrebbe formulare valutazioni preventive sull’individuazione del soggetto responsabile di un contratto tra soggetti privati, trattandosi di questioni che competono esclusivamente all’autorità giudiziaria.

Probabilmente, avuta conoscenza degli esposti alla Guardia di Finanza ed alla Corte dei Conti relativi a presunte condotte di malversazione di denaro pubblico collegate ai trasferimenti di ingenti importi da GEIMSDUE a GE.IM.S. per l’acquisizione della quota di maggioranza di Ortignola S.r.l., il Comune, in particolare il Sindaco, ha quindi pensato di tenere un atteggiamento ritorsivo nei confronti della Sig.ra Paola Lanzon, così — in definitiva — danneggiando non solo il suo buon nome, ma anche tutta la cittadinanza imolese.