Momenti di paura per il DJ e la compagna, accerchiati da una baby gang armata di catene. Intervengono i Carabinieri e i cittadini. Il sindaco Sangiorgi risponde: «Fatto grave, chiesto il Comitato in Prefettura per la Bassa Romagna».
CONSELICE – Momenti di paura ieri sera nel cuore del parco pubblico di Conselice. Quella che doveva essere una normale serata estiva all’insegna della musica si è trasformata in un incubo per un giovane DJ locale e la sua compagna, accerchiati e minacciati da un gruppo di circa dieci individui armati di catene. A ricostruire l’episodio è stata la madre del dj, sui social. Soltanto la straordinaria freddezza delle vittime, il tempestivo intervento dei Carabinieri e il supporto spontaneo di alcuni cittadini e commercianti hanno evitato un epilogo drammatico.
La dinamica dei fatti
I fatti si sono svolti nei pressi del bar del parco pubblico, un luogo abitualmente frequentato dalle famiglie e vissuto come uno spazio sicuro della comunità. Intorno alla fine della serata, la compagna del DJ, colta dalla stanchezza, ha chiesto di essere accompagnata alla propria autovettura nel parcheggio adiacente. Una decisione apparentemente banale, ma che si è rivelata provvidenziale: se fosse andata da sola, l’esito dell’incontro sarebbe potuto essere ben più grave.
Giunti nei pressi del veicolo, i due ragazzi hanno trovato cinque individui, descritti come extracomunitari, intenti a vandalizzare il mezzo, rovesciando e lanciando bottiglie e lattine di vetro sul cofano. Alla legittima richiesta di spiegazioni da parte del giovane (“Ma che cosa state facendo?”), il gruppo ha reagito con inattesa violenza verbale e fisica.
Invece di dileguarsi, i cinque hanno accerchiato la coppia. La tensione è salita rapidamente: è spuntata una catena e uno degli aggressori, dopo essersi strappato la maglietta di dosso, ha iniziato a rotearla minacciosamente urlando contro i due giovani. Nel giro di pochissimi minuti, il branco si è foltito, raggiungendo circa dieci unità, alcune delle quali già note alla cittadinanza per precedenti disordini.
L’intervento delle forze dell’ordine e dei cittadini
Grazie alla prontezza di riflessi della ragazza, è scattata immediatamente la chiamata al 112. Una prima pattuglia dell’Arma dei Carabinieri è giunta sul posto in tempi record. I due militari si sono trovati a gestire una situazione ad altissimo rischio, fronteggiando da soli un gruppo numeroso e visibilmente alterato che continuava a lanciare minacce, in un clima di estrema tensione in cui è stato fondamentale mantenere il sangue freddo per evitare che la situazione precipitasse in rissa.
La situazione è rimasta in bilico fino all’arrivo di una seconda pattuglia, che ha provveduto a bloccare le vie d’accesso, e al contemporaneo intervento del gestore del bar e di diversi cittadini attirati dalle grida. Solo il dispiegamento delle forze e la solidarietà dei presenti hanno permesso di isolare l’area e contenere i facinorosi, riportando faticosamente la calma.
La nota del Sindaco: ringraziamenti e azioni con la Prefettura
In merito al grave episodio, il sindaco di Conselice, Andrea Sangiorgi, ha rilasciato una nota ufficiale per fare chiarezza sulle azioni intraprese e spegnere le polemiche sollevate nelle ore successive:
«Desidero innanzitutto esprimere un sincero ringraziamento ai Carabinieri della Stazione di Conselice, che sono intervenuti con tempestività e professionalità. Il loro pronto intervento ha evitato che la situazione si trasformasse in una colluttazione e in una rissa, tutelando così la sicurezza delle persone presenti. La loro presenza rappresenta un importante presidio di legalità e conferma quanto sia fondamentale il lavoro quotidiano svolto dalle Forze dell’Ordine.
Sono certo che i Carabinieri, che ho già sentito, nell’ambito delle proprie competenze porteranno avanti tutti i provvedimenti amministrativi e penali previsti dalla legge nei confronti dei responsabili, affinché venga accertato l’accaduto e siano applicate le conseguenze previste dall’ordinamento».
Il primo cittadino ha inoltre annunciato un’azione coordinata che supera i confini comunali per investire l’intero distretto:
«Sentita la Presidente dell’Unione Elena Zannoni e il sindaco referente per la sicurezza Mattia Galli, si provvederà, visto anche episodi accaduti negli altri territori, a richiedere la convocazione in Prefettura di un Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza incentrato sulla Bassa Romagna».
L’appello alle opposizioni: «Meno polemiche, più collaborazione»
Sangiorgi ha poi colto l’occasione per rispondere duramente alle critiche piovute dalle forze di minoranza, respingendo l’uso politico della vicenda:
«Non è mia abitudine alimentare lo scontro politico, perché credo che le contrapposizioni, da sole, non risolvano i problemi delle persone. Sul tema della sicurezza è necessario un approccio serio e condiviso, che coinvolga tutti i livelli istituzionali, ciascuno per le competenze che la legge gli attribuisce. Dico questo non per sottrarmi alle responsabilità che competono al Comune, ma per rappresentare con onestà la realtà.
A chi, dall’opposizione, chiede più interventi e una maggiore certezza della pena, rivolgo un invito sincero: lavoriamo insieme affinché queste richieste possano trovare risposte concrete a livello nazionale, a cui compete questa tematica, attraverso strumenti legislativi più efficaci e maggiori risorse per le Forze dell’Ordine e per i territori. Sono convinto che i cittadini si aspettino da tutti noi meno polemiche e più capacità di collaborare. Lo scontro può generare consenso nell’immediato, ma non risolve i problemi. Ciò che serve davvero è costruire insieme soluzioni concrete, nell’interesse della sicurezza della nostra comunità».
Il dibattito resta aperto
Nonostante la ferma presa di posizione del sindaco e l’attivazione dei canali prefettizi, l’episodio ha scosso profondamente l’opinione pubblica locale. La richiesta che arriva dai familiari dei giovani e da una parte dei residenti resta quella di un cambiamento di passo immediato, per evitare che gli spazi di aggregazione giovanile e le aree verdi del paese vengano percepiti come zone franche e pericolose. Le immagini delle telecamere del parco, già al vaglio della magistratura, saranno fondamentali per blindare le accuse e identificare ogni singolo membro della banda.
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