In questi giorni, abbiamo ricevuto alcune segnalazioni da parte di alcuni residenti di Castel San Pietro e parenti di alcuni ospiti di una struttura protetta di Castel San Pietro, preoccupatissimi per la situazione emersa in questi giorni. Il Comune di Castel San Pietro ha disposto un’ordinanza (rivolta alla Cooperativa Sociale che gestisce la Residenza per Anziani (CRA) “La Coccinella” a seguito di un sopralluogo effettuato dal nucleo ispettivo e dai Carabinieri ad aprile 2026, sono emerse diverse criticità all’interno della struttura, tra cui: Mancanza di procedure documentate per la gestione di eventi avversi, atti di aggressività ed emergenze cliniche.)

L’ordinanza è rivolta alla Cooperativa Sociale Elleuno S.C.S., ente gestore della Residenza per Anziani (CRA) “La Coccinella” sita in Viale Oriani 29 a Castel San Pietro Terme.

Motivazioni (Criticità Rilevate)

A seguito di un sopralluogo effettuato dal nucleo ispettivo e dai Carabinieri ad aprile 2026, sono emerse diverse criticità all’interno della struttura, tra cui:

Mancanza di procedure documentate per la gestione di eventi avversi, atti di aggressività ed emergenze cliniche. Campanelli di chiamata ai letti non funzionanti.Vetri crepati in un pozzo luce. Mancanza di procedure documentate per la gestione di eventi avversi, atti di aggressività ed emergenze cliniche.
La lista “patto per Castello” ha pubblicato un accorato appello-comunicato stampa, presente online, che pubblichiamo qui di seguito:

CASA PROTETTA, LA DENUNCIA DI “PATTO PER CASTELLO”.

Il Patto per Castello da anni cerca di fare il punto sulla gestione della nostra Casa Protetta, vista la gravità di quello che ormai da tempo sta succedendo.

Le iniziative istituzionali intraprese

Abbiamo presentato ordini del giorno e interpellanze, chiedendo varie azioni e scelte coraggiose, secondo noi comunque doverose.

Le proposte respinte e la mancanza di trasparenza

Due esempi concreti:

  • creare una commissione consigliare ad hoc che intervenisse con solerzia sul controllo delle strutture assistenziali, e ci hanno accusato di falsi allarmismi opportunistici;
  • fornire spiegazioni trasparenti al consiglio comunale su quanto stava succedendo nella struttura e nella sua gestione, le parole di risposta sono state fumose, secondo noi trincerandosi malamente su privacy e competenze non in carico al comune.

Il dialogo fallito con l’Amministrazione e l’intervento delle autorità

Abbiamo poi fatto incontri con l’assessora Raspanti per sensibilizzarla, sperando di ottenere un cambio di marcia, ma, vista l’ordinanza attuale, questo non è successo, e, come era prevedibile, si è dovuti arrivare all’intervento delle forze dell’ordine per mettere in campo provvedimenti efficaci a tutela degli ospiti che, rammentiamo, essere per definizione persone fragili.

Gli ostacoli alle visite ispettive in struttura

Siamo anche andati in struttura per vedere coi nostri occhi, e ci sono voluti molti passaggi complicati per poterlo fare, perché il tentativo di evitare queste visite, o di monitorarle e pilotarle, è stato palese e imbarazzante.

Le innumerevoli segnalazioni e querele da parte dei parenti

Negli anni le segnalazioni sono state tantissime, con parenti degli utenti che, da indiscrezioni, hanno sporto querele, non solo verso chi gestisce la struttura, ma anche verso alcuni politici che amministrano la nostra città, e che per giusta privacy non citiamo.

Il campionario delle criticità strutturali e assistenziali

Ed ora un campione di queste segnalazioni, spesso con fotografie:

  • impianti di climatizzazione non funzionanti in buona parte della struttura, con relativi disagi durante il periodo estivo e tentativi di rendere sopportabile il caldo attraverso mezzi provvisori come pinguini o simili;
  • i bagni delle camera spesso non funzionanti, costringendo gli ospiti ad usare i servizi comuni o di altre stanze;
  • tapparelle rotte che impedivano sia l’areazione, sia l’ombra nelle ore di esposizione al sole;
  • letti sporchi di deiezioni solide e liquide, senza una immediata pulitura del malato e del suo giaciglio;
  • mancanza, soprattutto nelle ore notturne, del numero minimo degli operatori per garantire l’assistenza e la sicurezza minima necessaria;
  • famiglie che pagano badanti per controllare in struttura i propri cari.

Un quadro allarmante e inesauribile

L’elenco esaustivo sarebbe troppo lungo.

Le anomalie nell’assegnazione della gestione

Inoltre l’altro problema che abbiamo riscontrato è che il bando che ha reso ELLEUNO il gestore della Coccinella risale al 2010, e aveva una scadenza biennale.

Un decennio di proroghe senza gara d’appalto

Fino al 2020 sono stati fatti la bellezza di 10 rinnovi senza bando, uno all’anno, e dal 2020 in poi si sono alternati un anno di rinnovo ad un anno di esercizio provvisorio, finora per ben 3 volte, il tutto riscontrabile in Albo Pretorio digitando “Rinnovo ELLEUNO”.

Le scelte storiche della Giunta Brunori

A suo tempo, a quanto ci risulta, la scelta della Giunta Brunori fu quella, ancora per qualche anno, di gestire la Casa Protetta con un bando comunale, per monitorare come lavorava la neonata ASP, dopo la bellissima esperienza del nostro comune dell’Istituzione per la Gestione dei Servizi Sociali.

La riunione di fine anno del Dicembre 2025

A Dicembre 2025 c’è stata la riunione di fine anno presso la Coccinella con i parenti e con chi volesse parteciparvi; come relatori l’Assessora Raspanti e il responsabile della struttura Samuele Preiata.

L’assenza preoccupante dei consiglieri comunali

Noi del “Patto per Castello – Candidati della Lista” c’eravamo, e abbiamo anche posto domande scomode; purtroppo nessun consigliere, né di maggioranza, né di minoranza, si è presentato a quella riunione, pur conoscendo tutti le problematiche in atto; questo, secondo noi, è un problema nel problema.

Il drammatico aggravamento della situazione

Nel frattempo le cose sono andate peggiorando, e nell’ultimo mese è successo il fatto, forse, più grave, almeno per quanto ci è dato di sapere da indiscrezioni, che però secondo noi trovano una sorta di riscontro nel testo dell’ordinanza della Sindaca.

La presunta aggressione violenta tra ospiti

Da queste indiscrezioni parrebbe che un ospite – fa sapere Patto per Castello – infastidito dalle continue lamentele notturne da parte di un’altra ospite in una camera adiacente, di notte sarebbe entrato nella camera della suddetta ospite e si è accanito su di lei, picchiandola in modo violento per vari minuti, provocandole gravi ferite alla testa e tumefazioni.

Il ritardo e la mancanza di controlli durante l’aggressione

A nulla sono serviti i tentativi degli altri ospiti di chiamare gli operatori; probabilmente chi doveva controllare era in un’ala distante ed è arrivato sul luogo dei fatti quando ormai la ospite era in un bagno di sangue.

L’intervento d’urgenza del 118 e dei Carabinieri

Gli operatori del 118 intervenuti hanno chiamato i Carabinieri e hanno portato con la massima urgenza l’anziana in ospedale a Imola.

I rilievi delle forze dell’ordine

I Carabinieri hanno poi provveduto a fare i rilievi e a raccogliere le testimonianze.

Il tragico decesso dell’ospite aggredita

L’anziana, fatti gli accertamenti dovuti, è stata ricoverata, e qualche giorno ricondotta in Casa Protetta, dove è deceduta.

L’avvio delle indagini per sospetto omicidio

A quel punto i Carabinieri hanno fatto partire un’ approfondimento di indagine, secondo noi verosimilmente per omicidio, mentre i parenti della vittima hanno sporto l’ovvia denuncia.

Indiscrezioni in attesa di verifiche ufficiali

Questo è quanto ci è dato sapere sulla base delle indiscrezioni, che, come tali, sono ovviamente tutte da verificare.

I riscontri oggettivi nell’ordinanza sindacale

A noi però, leggendo l’ordinanza, pare che almeno un fondo di verità potrebbe esserci; di certo è doveroso approfondire a livello consigliare.

La presunta permanenza dell’aggressore in struttura

Inoltre pare che l’aggressore sia ancora presso la struttura, muovendosi come tutti gli altri ospiti.

La totale mancanza di comunicazioni ufficiali ai parenti

Peraltro ad oggi sembrerebbe che nessun parente e nessun tutore degli ospiti sia stato informato in modo ufficiale su quanto successo.

Il silenzio della Giunta e l’emissione dell’ordinanza coatta

Per ora nulla su questa vicenda è stato comunicato nemmeno ai consiglieri comunali da parte della Giunta, ma nel silenzio assordante dell’albo pretorio è uscita l’ordinanza che vi abbiamo letto, ordinanza coatta, per azione dei Carabinieri, e probabilmente nata da quest’ultimo episodio, che ribadiamo essere ancora voce da verificare, ma la cui gravità giustificherebbe quanto sta succedendo.

La richiesta formale di intervento al Consiglio Comunale

Arrivati a questo punto noi del “Patto per Castello – Candidati della Lista” oggi stesso protocolleremo la seguente lettera, indirizzandola a tutti i consiglieri comunali, sia di maggioranza, sia di minoranza, per chiedere il loro intervento su questa triste e inaccettabile situazione, utilizzando un dispositivo consiliare a cui la Giunta non può sottrarsi.

(da: Patto per per Castello – comunicato stampa presente online)



L’ORDINANZA DEL COMUNE DI CASTEL SAN PIETRO (disponibile online)