Imola.

Per molti anni, si è svolta presso la SACMI la serata del motociclismo. L’appuntamento, un vero e proprio unicum, riusciva a riunire a Imola molti dei piloti del motociclismo mondiale. La kermesse si svolgeva durante le giornate del Motor Show di Bologna, e riuniva, in un colpo solo, alcune leggende delle due ruote. In Via Selice sono passati tutti, da Valentino a Schwantz.
Uno degli organizzatori è stato Normanno Bartoli (giornalista sportivo ed ex dipendente Sacmi). Legata alla serata c’era una donazione alla clinica mobile. A fare gli onori di casa era il dottor Costa. La manifestazione venne poi sospesa a causa della crisi economica del 2008. Sono state svolte 29 edizioni. Pochi mesi dopo, sul Santerno tornavano le due ruote. Un’epoca d’oro per Imola e le due ruote. L’Enzo e Dino Ferrari era riuscito a rialzarsi dopo la tragica morte di Senna e Ratzenberger. Ma la festa durò poco. La carovana del Motomondiale dal 2000 non venne più a Imola dopo solo tre anni.

IMOLA: QUANDO TORNO’ IL MOTOMONDIALE

Dopo la tragedia di Senna e Ratzenberger, si rese necessario il rilancio di Imola e del suo autodromo. Se il ritorno della Formula 1 non venne messo in dubbio (anche grazie a lavori a tempo di record che però snaturarono il circuito) per recuperare appeal e rilanciare l’impianto a livello internazionale, grazie all’intervento di vari attori, fra cui in particolare modo Claudio Costa, si riuscì a portare il motomondiale sul Santerno. Fu un’ epoca d’oro per l’autodromo dopo i gravi fatti del ’94 che misero in ginocchio l’impianto e la città. Mentre Schumacher iniziava a macinare successi sulla Ferrari, Imola ospitò anche le moto in uno dei periodi migliori. Ogni classe vantava dei leader, con tantissimi piloti molto veloci: da Valentino Rossi nella 125 poi 250, Loris Capirossi, Max Biaggi, Marco Melandri, Michael Doohan, Alex Criville, Sete Gibernau. Imola conobbe una seconda rinascita. Contemporaneamente a questo, due anni dopo la prima edizione del motomondiale, nel 98 sul Santerno approdò anche l’Heineken Jammin Festival. L’Enzo e Dino Ferrari diventò così il palco più importante d’Europa. Nel 1999 però, per via di alcune controversie, il Motomondiale trasloca. Da allora non è più tornato. Già all’epoca, alcuni piloti nutrivano delle perplessità nel correre sul Santerno (uno di questi era Biaggi) anche se Superbike per decenni continuò a fare tappa a Imola. Competizione, quest’ultima, il cui tempo sul giro non varia molto dalle MotoGp (circa due secondi in più).

articolo del 2018

COSA SERVE OGGI PER RIAVERE IL MOTOMONDIALE

L’autodromo ad oggi, non detiene ancora l’omologazione per la MOTO GP.  Si tratta dell’omologazione FIM al livello A, quello necessario per ospitare il motomondiale.Secondo quanto ricostruì la Gazzetta dello Sport, il problema sarebbe da individuare in alcuni muretti a ridosso dell’asfalto, le protezioni e gli spazi di fuga ritenuti inadeguati, anche se oggi non pare impossibile risolverlo con adeguamenti opportuni, anche dal momento che vi corre il CIV e fino a poco tempo da la SBK. Forse, il mancato ritorno della massima serie motoristica, è di natura politica, dal momento che poco distante vi è Misano. Il grande peccato è aver perso la Superbike. Una parentesi poco bella, è stato l’episodio del 2019, quando alcuni piloti si rifiutarono di partecipare a Gara2 a causa delle avverse condizioni meteo. La competizione, assieme a Super Sport 300, quel pomeriggio venne poi cancellata. Nel 2023, Formula Imola ha scelto di non rinnovare il contratto con Dorna, segnando la fine della presenza della Superbike sul tracciato del Santerno. 

Motomondiale, edizione 1998 – Imola. Sulla sinistra il podio della 500. A destra, la grave caduta di Tetsuya Harada nella 250 al Tamburello, che gli costò la rottura della caviglia.

Il Motoclub Imola chiede da tempo un ritorno di queste competizioni

“A fronte di questa stabilità, è legittimo domandarsi se non sia il momento di valutare il ritorno della Superbike.” Per il Club si tratta di “Una disciplina storicamente radicata a Imola, che parla a un pubblico ampio e appassionato, e che potrebbe rafforzare nuovamente il profilo motociclistico del circuito, anche in chiave di complementarità rispetto all’endurance.”

In parallelo – osservano – può essere utile riaprire una riflessione tecnica sull’omologazione di Grado A per la MotoGP. Non si tratterebbe di iniziare da zero: già alcuni anni fa era stato avviato un percorso in tal senso, con uno stanziamento di circa 2 milioni di euro, poi sospeso. Riprendere quel progetto, aggiornandolo alle condizioni attuali, potrebbe rappresentare una scelta lungimirante – non per inseguire scenari improbabili, ma per essere pronti nel caso in cui si aprissero finestre di dialogo o opportunità concrete.