“Fino ad ora i sindaci e i vari enti hanno lavorato con imprese note, ma a breve iniziano gli appalti e il tema della trasparenza e della legalità farà la differenza, e io non vorrei mai che il nostro e il vostro lavoro potesse essere sporcato.“
Il monito di Curcio: si parla di circa 7 miliardi di Euro che potrebbero essere convogliati sul territorio per la ricostruzione post-alluvione. Una cifra, come ha sottolineato il commissario alla ricostruzione nell’incontro a Confartigianato Ravenna, potrebbero far gola alla malavita, con tutte le infiltrazioni del caso. Curcio non ha mancato di chiedere la massima attenzione agli enti locali, anche alla luce dei bandi, la cui paura è quella che possano essere vinti da aziende improvvisate o incapaci di terminare i lavori. Una circostanza che purtroppo abbiamo già visto anche nel nostro territorio. Insomma, tanto denaro ma altrettanto rischio.
“tutti dobbiamo alzare le antenne perché quando arrivano i soldi può arrivare l’”errore” di qualcuno”, ha messo in chiaro Curcio, aggiungendo che servirà monitorare da vicino i cantieri al fine di capire “che chi vince una gara poi la porta a termine. E chi ha responsabilità deve vigilare; dobbiamo investire sulla legalità e garantirla, ne va del nostro onore e dell’onore della nostra comunità”. Le parole di Curcio nell’incontro a Confartigianato, di fronte anche alle forze dell’ordine come il comandante della Finanza.
“Il commissario ora può intervenire nella programmazione ordinaria e straordinaria. Il Dl 65 riorganizza e semplifica alcune procedure nella parte pubblica e in quella privata” – ha ricostruito Curcio – “cercando un nuovo equilibrio tra semplificazione e controlli, come succede per i rimborsi. Siamo usciti dalla logica di piani straordinari che finivano in un contesto senza finanziamenti”. E adesso gli enti territoriali potranno mettere mano ad un programmazione pluriennale. “Per i lavori pubblici – ha detto Curcio – abbiamo a disposizione 2,7 miliardi in gran parte assegnati e il commissario deve seguire migliaia di opere realizzate da 293 soggetti attuatori”.
Il monito di Curcio è chiaro: massima attenzione in questo percorso per la messa in sicurezza delle zone alluvionate.Su 70 mila alluvionati, tra famiglie e imprese, poco piu di cinque mila hanno completato la domanda. Su Sfinge le domande sono solo 4.600 a fronte di un’attesa di 60 mila. Troppo poco.
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