Firenzuola, località Le valli. I tedeschi avevano occupato una porzione della casa del nonno, installandovi un centro di radicomunicazione. Quel comandante tedesco si chiamava Oscar. La famiglia del nonno, contadino, era composta da cinque persone. Un giorno i soldati della Repubblica Sociale vennero a prendere mio nonno per portarlo a lavorare presso l’organizzazione Todt che stava realizzando delle fortificazioni nella zona. Mio nonno tentò di protestare facendo presente che era l’unico uomo adulto, gli zii e mia mamma erano piccoli, e per accudire gli animali e mandare avanti i lavori nei campi non sarebbe stato possibile che lo facesse solo mia nonna . Ma i soldati che erano venuti a prenderlo non volavano sentire ragioni e nonostante le proteste lo strattonarono per portarlo via. Sentendo la confusione il comandante tedesco del reparto stanziato in casa venne fuori e chiese a mio nonno – che scherzosamente chiamava babbo – “cosa vogliono quei soldati?” . Il nonno spiegò che volevano portarlo via per lavorare, ma che così facendo a casa non sarebbe rimasto nessuno ad accudire la famiglia, gli animali e i campi. Oscar prese così in mano la situazione, iniziando a discutere coi soldati della RSI, spiegando che li vi era “un uomo solo, vecchio e malato”. E che quindi, non potevano portarlo via. La discussione non durò molto. Un lungo, infinito momento di silenzio anticipò l’andata via dei soldati italiani, che lasciarono stare il nonno. Dopo questo episodio non tornarono più.
Nel frattempo i combattimenti al Giogo iniziarono a farsi più intensi: una mattina Oscar uscì agitato dalla casa e cercò il nonno, chiamandolo come sempre “babbo”, e chiedendogli dove erano nonna, mamma e zii. Oscar disse in modo agitato al nonno che presto sarebbero arrivati soldati “brutti e cattivi” dalla prima linea che dovevano scappare, per cercare un posto piu sicuro. Frettolosamente quella famiglia iniziò a radunare le loro cose, preparandosi a partire. Il nonno si raccomandò con Oscar “proteggi la casa e non farci portare via le reti del letto”. Dopo qualche giorno riuscirono a rientrare a casa ma trovarono gli americani. Di Oscar e degli altri tedeschi , che per mesi erano stati lì, non vi era piu traccia. Il nonno entrò in casa. Le reti del letto erano scomparse. Ma il suo amico Oscar era stato di parola. Le aveva nascoste dentro al pagliaio, nell’aia davanti a casa. Assieme a quelle cose, c’erano ancora le altre cose che il nonno aveva nascosto sotto alle poste delle mucche. Oscar aveva applicato uno strato di paglia e terra secondo un ordine preciso e poi aveva fatto richiudere tutto sotto ai tavoloni di legno. Oscar aveva salutato il nonno, prima di mandarli via di casa, promettendogli che dopo la fine della guerra sarebbe tornato a trovare quella famiglia con la quale aveva condiviso diverso tempo, ma questa promessa non l’ha o non l’ha potuta mantenere. Oscar non è mai tornato.”


dalla testimonianza di Luca Calzolari da “Firenzuola Attraverso la Guerra” di Luciano Ardiccioni (edizioni Il Filo) – foto di copertina di repertorio