La moglie di un nostro concittadino è stata ricoverata inizialmente 2 giorni in medicina d’urgenza poi spostata in geriartria p.sso l’Ospedale nuovo di Imola, poi dimessa senza aver ricevuto una diagnosi chiara. L’AUSL Imola, che abbiamo interpellato per la replica, al momento non può rispondere per comprensibili questioni di privacy, ha però inviato le istruzioni al cittadino per poter segnalare la vicenda tramite una richiesta ufficiale al fine di chiarire tutto l’iter e, una volta concluso, pubblicheremo su questa pagina la spiegazione dell’ente di Viale Amendola.


IMOLA – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Vorrei sollevare un problema tutto imolese: siamo sicuri di voler l’indipendenza della AUSL 23? O sarebbe meglio che ci fosse una vera integrazione con la sanità bolognese? Mi spiego: mia moglie ricoverata a Imola per “colite cronica” viene dimessa senza diagnosi, sono andati per esclusione, quindi una ipotetica terapia. Dopo una settimana di continue scariche e perdita di peso, in 2 mesi è calata 20 Kg, ho deciso di consultare la gastroenterologa del Bellaria, dopo alcuni accertamenti ricoverata d’urgenza al Sant’ Orsola nel reparto ad OC dove le hanno diagnosticato una patologia rarissima, sta recuperando peso e, perlomeno hanno ripristinato tutti i valori che erano bassissimi, potassio ecc..
Domanda: se a Imola non riescono a cavare un ragno da un buco, perché non attivarsi direttamente per ricoveri bolognesi in ospedali con strutture adatte?  Per la sbandierata autonomia imolese, mia moglie ha rischiato di lasciarci le penne.
Siamo sicuri che sia meglio l’autonomia di una vera integrazione e connessione con Bologna?” (Mauro Guidi)