Mahsa Amini, la ragazza di 22 anni arrestata dalla polizia di Teheran perché non portava il velo in modo “appropriato” e morta tre giorni dopo in ospedale a causa delle percosse degli agenti. Nonostante il divieto delle autorità centinaia di persone di sono radunate nella città della giovane, Saqqez, per la sepoltura, gridando slogan antigovernativi come “morte al dittatore” e strappando manifesti della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Alcuni video mostrano alcune donne che per protesta si sono tolte il velo e lo hanno agitato in aria. Le organizzazioni della società civile curda – la ragazza era originaria del Kurdistan iraniano – hanno lanciato un appello allo sciopero generale. I video delle proteste sono rimbalzati sui social media e, secondo alcune informazioni, le autorità di Teheran hanno limitato l’accesso a Internet, come era già avvenuto in occasione di precedenti manifestazioni.

A Imola si avverte un certo imbarazzo sul caso, forse alla luce del patto commerciale in essere tra il Santerno e la città di Ardakan. Ma a Imola nessuno si è espresso su quanto sta avvenendo in Iran; nessuna condanna all’ennesima violenza perpetrata nel Paese del Golfo Persico.
Le perplessità nascono quando un patto è tra un Comune di un Paese democratico e uno di uno Stato teocratico, e non tra normali aziende private.
La partnership era stata promossa durante l’amministrazione Sangiorgi, ma poi è stata rinnovata fino ad oggi nonostante le perplessità di una certa parte di sinistra oltre che naturalmente delle restanti opposizioni.
Un patto con una città di un Paese ove non vengono rispettati i diritti umani, una Repubblica islamica che adotta un sistema giuridico basato sulla sharia, dove è in essere la tortura, la pena di morte oltre che la lapidazione. Imola non può rischiare di rinnegare sé stessa e la sua storia, sfociata con la Medaglia d’oro alla Resistenza: un riconoscimento che fa a cazzotti con quei pochi diritti umani che può vantare Teheran.
Nonostante gli enormi rischi, le iraniane ci stanno dando una lezione di coraggio e di libertà: sono scese in piazza rischiando la vita, per i loro diritti e per protestare contro l’uccisione di Mahsa. Ci sono già oltre trenta morti: anche l’ONU è intervenuta, denunciando le repressioni e promettendo provvedimenti. Inoltre,si sono espresse la Farnesina e la Casa Bianca. E Imola?

IMOLA- ARDAKAN , UN PATTO CHE SCOTTA

Sito del Comune di Imola – 08/02/2021

IMOLA- ARDAKAN , UN PATTO CHE SCOTTA