Imola. Definite originariamente “aule temporanee”, queste strutture sembrano ormai essersi trasformate in un’inaccettabile consuetudine. Da anni, infatti, alcune classi di studenti dell’istituto scolastico di via Guicciardini (dapprima polo liceale poi Paolini – Cassiano) saranno ancora costrette a seguire le lezioni all’interno di moduli prefabbricati, in condizioni di estrema precarietà. Sarebbe stato doveroso attendersi un intervento più incisivo da parte della Città Metropolitana di Bologna, la quale avrebbe dovuto individuare soluzioni didattiche anche “tampone” più adeguate a fronte di una permanenza così prolungata.

Le gravi criticità di questi spazi sono emerse a più riprese. Nel 2024, il ritrovamento del batterio della legionella nei servizi igienici ha imposto la chiusura cautelare dell’erogazione di acqua calda e l’interdizione dei bagni. L’emergenza è rientrata soltanto a seguito della completa sostituzione di tubature, rubinetti e boiler, accompagnata da una radicale sanificazione dell’impianto idrico.

Questi moduli, introdotti originariamente per far fronte all’emergenza Covid e il cui utilizzo è stato ora prorogato almeno fino al 2027, continuano a generare profondi disagi alla comunità studentesca. Le rimostranze riguardano in particolar modo l’inadeguatezza del microclima e le precarie condizioni dei servizi. Tutto ciò disattende apertamente le rassicurazioni precedentemente fornite dalla dirigenza scolastica, che aveva prospettato il definitivo abbandono dei prefabbricati già a partire da settembre 2026 invece questa situazione si protrarrà fino ad almeno il 2027.

L’ennesimo grave disservizio si è registrato nel gennaio scorso, quando un guasto agli impianti di riscaldamento ha fatto precipitare le temperature interne fino a dieci gradi, rendendo gli ambienti del tutto inospitali. In attesa del completamento dei lavori per il nuovo polo liceale, era imprescindibile che la Città Metropolitana predisponesse soluzioni provvisorie più dignitose, evitando di relegare i ragazzi, per un arco temporale così esteso, in spazi angusti e strutturalmente inidonei all’attività scolastica. Ora, sarà interessante conoscere il parere dei genitori di quegli studenti che dovranno rimanere in questi spazi angusti.