FORMULA UNO E ACCANIMENTO TERAPEUTICO. VOLETE L’AUTODROMO O I SERVIZI? Comunicato stampa dell’associazione ‘Schierarsi’.
“Ormai è stato detto in tutte le salse: la formula uno tornerà molto, molto difficilmente a Imola. Questo a detta persino del patron Domenicali.
Ogni politico ragionevolmente pragmatico, farebbe qualche normale calcolo sulle opportunità di destinazione delle risorse disponibili, in un regime di costante scarsità e di problemi gravi ed emergenti.
Invece non funziona come ti aspetteresti che facesse un’amministrazione attenta al benessere di tutti i cittadini e non solo di ALCUNI” – l’affondo dei dibattistiani – “magari meno bisognosi di tanti altri: infatti, a dispetto di tutto e tutti, dopo aver speso milionate negli anni per l’autodromo e non paghi, i nostri politici pare si sentano come Rocky Balboa contro Ivan Drago, ma purtroppo non è film e i soldi sono nostri e quindi il finale non sarà dei migliori.
Con entusiasmo quindi, con la forza di una incrollabile tenacia “sportiva”, il presidente ER De Pascale annuncia di aver accantonato milioni per un “eventuale” ritorno della Formula Uno a Imola, per “rafforzare la cordata”. Nel frattempo molte zone a rischio alluvione non sono state sistemate, con i cittadini che non sanno più a chi rivolgersi perchè non ricevono risposte dalle istituzioni, conosciamo casi di persone che vivono nei pressi di corsi d’acqua che hanno già fatto danni e sono ostruiti ma nessuno interviene.
Ancora più grave la situazione della sanità, ormai estenuata dai continui tagli e che non può continuare in eterno a contare sulla buona volontà degli operatori. Ambulanze ferme, coperte e riscaldamento che mancano, le solite liste di attesa interminabili e persone che rinunciano a curarsi.
La responsabilità è sempre di qualcun altro, ma le risorse regionali che potrebbero un minimo tamponare sono impiegate per “panem et circenses”, con lo specchietto per allodole di mirabolanti introiti di un indotto non meglio specificato per quando tornerà la formula uno, come se 8 milioni spesi per ridurre in uno stato pietoso il lungofiume in questa ottica non fossero già uno schiaffo morale alla città, che ha perso uno dei luoghi più suggestivi e fruibili per compensare i maggiori rischi creati dal muro.
Proviamo davvero un senso di vergogna per questa distanza delle istituzioni dai reali bisogni dei cittadini a favore degli affari.
Speriamo che questa furia sterminata incontri qualche senso del limite prima che sia troppo tardi.” concludono .
(Associazione Schierarsi)
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