Nota di risposta Ambulanza 42
In merito agli articoli ed ai commenti pubblicati sul tema dell’ambulanza “Imola 42”, l’Azienda Usl di Imola ribadisce che si tratta di un mezzo aggiuntivo rispetto alla dotazione necessaria per garantire il servizio di emergenza territoriale (finanziato dai decreti emergenziali COVID). Imola 42 è aggiuntiva nel senso che integra l’offerta, ma non ne costituisce la base pertanto la sua sospensione non ha mai inciso sulla copertura del 118, che è sempre stata assicurata, e non determina alcuna riduzione della capacità operativa sul territorio. Ciò premesso e ribadito, le periodiche sospensioni dell’ambulanza 42 dipendono dalla perdurante difficoltà nel reperire personale infermieristico, fenomeno noto a livello regionale e nazionale, che rende complesso completare i turni necessari a mantenerla in servizio in maniera continuativa. L’Azienda Usl di Imola sta comunque valutando eventuali riorganizzazioni dell’attività del mezzo, contemperando sicurezza, continuità assistenziale e sostenibilità dei turni, peraltro non solo in riferimento alla rete del 118, ma all’intera assistenza, come necessario fare quando si è responsabili di una organizzazione sanitaria complessa.
Sono peraltro del tutto strumentali le affermazioni relative a presunti esuberi o utilizzi impropri del personale. Le attività di controllo e di piccola manutenzione dei mezzi, svolte dagli autisti, fanno parte delle loro mansioni e sono previste dal profilo professionale. Allo stesso modo, non vi è stato alcun ricorso a “riposi forzati”: la programmazione dei turni e delle assenze è effettuata nel pieno rispetto della normativa contrattuale e nell’interesse del benessere delle persone professioniste coinvolte.
Infine, i due autisti recentemente assunti non sono stati reclutati in relazione allo stato operativo dell’ambulanza 42, bensì per garantire la sostituzione di una cessazione e di una lunga assenza già programmate. L’Azienda ha dovuto procedere all’assunzione entro tempi stabiliti, poiché la graduatoria era in scadenza e peraltro si voleva avviare per tempo il percorso formativo per l’impiego di questi operatori nel sistema di emergenza.
“Garantire il corretto utilizzo degli istituti contrattuali come ferie o recuperi è parte integrante della tutela delle condizioni di lavoro e aver potuto per tempo assumere personale in sostituzione del turn over e delle assenze è stata una opportunità da cogliere: riteniamo pertanto paradossale e grave ricevere queste critiche da parte di chi è deputato a difendere i diritti dei lavoratori” – commenta la direzione aziendale.
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