In particolare, l’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Bologna ha consentito di accertare che alcuni soggetti, detenuti presso istituti penitenziari emiliani per gravi reati, tra cui l’omicidio volontario consumato, sarebbero riusciti a dirigere e coordinare, dall’interno delle strutture carcerarie e mediante l’utilizzo di apparati...