Dall’aspetto si direbbe piu un attore ma Marco Costanzi, nato a Imola nel 1965, è considerato dagli addetti ai lavori uno dei più importanti architetti italiani viventi. Il curriculum è un impressionante serie di progetti per i più esclusivi brand mondiali dell’alta moda, ma non solo. Da Casadei, leader mondiale delle scarpe di lusso, per il quale Costanzi ha progettato varie boutique nel mondo, fino a Dolce&Gabbana a Dubai e Cannes. Da Dior (Parigi) a La Rinascente (Milano e Firenze) fino ad arrivare a Fendi, griffe per la quale ha progettato showroom, la chateau a Miami, il kids store di Roma e Dubai , la reisidences a Punte del Este, la private suites di Roma e sopratutto la Fendi HQ Palazzo della Civiltà Italiana. Questo importante progetto, che ha consacrato definitivamente il già noto Costanzi, riguarda il “Colosseo quadrato”, che per uno strano ma affascinante gioco del destino venne progettato da un altro imolese durante il fascismo; Giovanni Guerrini, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo .

La visione di Costanzi per la maisòn romana della griffe di alta moda è stata una sfida: ridare vita a un edificio, nato nel 1926 per l’esposizione universale romana, che era in disuso da 72 anni. Un simbolico monumento per i romani, 8.400 metri quadri per 60 di altezza che Fendi è riuscita a farsi affittare per 15 anni dalla società Eur spa a 2 milioni e 800 mila euro all’anno.


L’imolese ha utilizzato dei rivestimenti marmorei verticali e un antico marmo rosso per i pavimenti, restaurati lasciando immutata l’immagine originaria, mentre il suo progetto complessivo ha distribuito le postazioni di lavoro in un open space, assecondando la geometria dell’edificio. Al primo piano è stata ideata un’area espositiva di 1.200 metri quadri che ospiterà mostre e installazioni aperte al pubblico per valorizzare l’eccellenza del made in Italy in tutte le sue forme. 

Come si apprende da Archilovers – “Il Palazzo della Civiltà Italiana è un cubo di travertino che sintetizza forza di materia e forma in un’architettura semplice e monumentale. All’interno di questo edificio, vuoto e inutilizzato dalla sua costruzione, abbiamo insediato e fatto coesistere le molteplici attività imprenditoriali della storica società di moda romana” – ha fatto sapere lo stesso Costanzi .

I”l piano di accesso principale vede un’area espositiva, bookshop, caffetteria e area lounge”. prosegue il sito specializzato – “I rivestimenti marmorei verticali, l’originale marmo rosso antico dei pavimenti e i grandi lampadari in cristallo e ottone, sono stati sapientemente restaurati per restituire l’immagine originaria. Il progetto illuminotecnico è costituito da un tappeto luminoso composto da binari elettrificati ai quali sono applicati tubi Led e fari orientabili per consentire maggiore flessibilità alle differenti esigenze espositive.

Inoltre, viene spiegato sul giornale online di architettura- “Gli uffici sono distribuiti nei piani dal secondo al settimo, disposti in base alle necessità dei singoli dipartimenti. Il progetto rispetta la volontà di mantenere uno spazio aperto e unico. Sola eccezione sono le meeting room e gli uffici dei dirigenti, chiusi in strutture leggere e trasparenti. Ad ogni piano l’involucro del corpo centrale dell’edificio è costituito dalla capiente libreria a doppia altezza. Le grandi ante scorrevoli in legno sono serigrafate con i disegni stilizzati delle pellicce che hanno fatto la storia della Maison. “


I pavimenti, per minimizzare l’impatto degli impianti e preservare le pavimentazioni originali in marmo, sono lastre galleggianti di calcio silicato rivestite in legno. Il sistema illuminante, studiato per rispondere alle necessità tecniche di uno spazio di lavoro, è caratterizzato da un insieme di elementi orizzontali che spezza le grandi altezze dei piani e nasconde i corpi illuminanti, mai visibili dall’esterno. 
Al piano terzo un “ponte” in acciaio e vetro attraversa la corte centrale collegando lo sbarco ascensori alla zona uffici presidenziali.

Nel basamento del palazzo trovano spazio le molte attività che non necessitano dell’esposizione alla luce naturale, come i locali tecnici e i servizi, il post office, i depositi, i magazzini e gli archivi prodotto e documentali. Nelle aree perimetrali, dove si trovano numerose finestre e i grandi lucernari in vetrocemento, si svolgono le attività di ufficio e laboratorio. È nell’atelier pellicceria che Fendi produce tutte le pellicce e per questo motivo abbiamo progettato un ambiente dedicato alla costruzione dei capi con un grande spazio espositivo/museo dedicato

https://www.laltraimola.it/2022/07/04/guerrinilimolese-che-progetto-il-colosseo-quadrato