Nella giornata di venerdì 4 settembre, la Polizia di Stato ha intercettato un veicolo sospetto e ha recuperato una ingente quantità di refurtiva, deferendo alla competente Autorità Giudiziaria tre individui.
Nello specifico, gli Operatori del Commissariato di P.S. di Imola sono venuti a conoscenza della presenza nel territorio comunale di un’autovettura a noleggio, risultata essere in uso a soggetti ritenuti dediti alla commissione di furti in abitazione. A seguito di tale notizia, gli Agenti hanno intercettato il veicolo nei pressi di una zona commerciale in Viale Marconi. A bordo dello stesso sono stati identificati tre cittadini di nazionalità albanese, rispettivamente classe 1995, 1997 e 1999, risultati essere in Italia senza fissa dimora.
Non essendo in grado di fornire una motivazione plausibile della loro presenza nel territorio Imolese, né di giustificare l’utilizzo di un’autovettura presa a noleggio, gli Agenti hanno proceduto a un controllo, che ha permesso di rinvenire all’interno del vano bagagli due borsoni contenenti numerosi monili in oro, orologi, anelli, bracciali, collane, orecchini e oggetti di bigiotteria e gioielleria, oltre a torce portatili, tre paia di guanti da lavoro e diversi arnesi atti allo scasso e all’effrazione.
Gli operatori intraprendevano nell’immediato urgenti e serrate attività di ricerca e riscontro investigativo, procedendo ad effettuare mirati accertamenti nelle diverse province dell’Emilia Romagna, con particolare riguardo ai furti in abitazione consumati in epoca compatibile con gli spostamenti dell’auto in uso ai tre soggetti.
In particolare, alcuni dei beni rinvenuti presentavano specifici elementi identificativi che hanno permesso di collegare la refurtiva a un furto in abitazione commesso nei giorni precedenti in provincia di Mantova. Il furto era stato commesso il 27 agosto e la relativa denuncia era stata presentata dal padre della proprietaria dell’abitazione, che in quel periodo si trovava all’estero per motivi di lavoro. Il denunciante aveva fornito indicazioni precise in merito alle incisioni presenti su un bracciale rinvenuto, nonché alla dicitura riportata su una medaglia, elementi che hanno permesso agli Operatori, a seguito di un ulteriore confronto con il denunciante di confermare la provenienza della refurtiva.
I tre soggetti, di cui uno gravato da specifici precedenti per reati contro il patrimonio, sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria in concorso tra loro, per il reato di ricettazione e porto di oggetti atti ad offendere.
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