Tentato omicidio a Medicina, resta in carcere il 57enne: “Io innocente, quel video non sono io”

La giudice per le indagini preliminari di Bologna ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per Charfi Nouri, il muratore 57enne accusato del tentato omicidio di un 29enne. L’aggressione, brutale e a colpi di machete, è avvenuta domenica pomeriggio nell’appartamento della vittima a Buda, una frazione di Medicina (tra Bologna e Imola).

Come scrive la RAI, Nonostante la misura restrittiva, l’indagato – un operaio tunisino incensurato, da tempo in Italia – ha respinto ogni accusa durante l’udienza di convalida. Nouri ha negato di essere l’uomo immortalato dalle telecamere di videosorveglianza mentre getta in un fossato un machete con una lama di mezzo metro. Si è inoltre difeso sostenendo che domenica pomeriggio si trovava a casa, nel centro di Medicina, mentre la ferita alla mano (ritenuta sospetta dagli inquirenti) se la sarebbe procurata il giorno prima nel cantiere in cui i carabinieri lo hanno poi arrestato lunedì, mentre lavorava regolarmente.

Il suo legale, l’avvocato Paolo Lìttera, aveva chiesto la scarcerazione e ha già annunciato che presenterà ricorso al Tribunale del Riesame.

A inchiodare il 57enne, indicandolo come l’aggressore, è stato lo stesso 29enne. Il giovane è attualmente ricoverato all’ospedale Maggiore di Bologna: è arrivato in condizioni disperate, quasi dissanguato, con un polmone perforato e un braccio semi-amputato, salvato solo dai tempestivi soccorsi chiamati da una vicina di casa.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il movente sarebbe legato a un’infatuazione non ricambiata di Nouri per la madre della vittima. Nelle prossime ore, elementi decisivi per le indagini arriveranno dagli esami sulle impronte digitali rilevate sulle scale del condominio e sul manico del machete.