Una giovane docente universitaria scompare nel giugno del 1983. Per tre giorni nessuno riesce a mettersi in contatto con lei. Poi, in via del Riccio, nel cuore di Bologna, l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia porta alla scoperta di un delitto destinato a segnare in profondità la città, il mondo dell’università e quello dell’arte contemporanea.
Con Il caso Alinovi. Quando il cielo precipitò su Bologna (MINERVA Edizioni), Maurizio Garuti torna su una delle vicende di cronaca più discusse della storia bolognese recente, scegliendo la forma del romanzo per restituire non solo i fatti, ma anche il clima umano, culturale e investigativo di quegli anni. Il volume, pubblicato da Minerva, si presenta come “il romanzo di una storia vera” e mescola ricostruzione, memoria e invenzione narrativa. Il volume è stato presentato martedì 7 luglio alle ore 21.30 presso il Giardino Biblioteca Comunale di San Giorgio di Piano.
Al centro del libro c’è Francesca Alinovi: trentacinque anni, professoressa del DAMS dell’Università di Bologna, critica d’arte riconosciuta a livello internazionale, appassionata interprete delle nuove forme espressive e in particolare dei graffiti metropolitani. Figura carismatica, magnetica, capace di attrarre studenti, artisti e intellettuali, Alinovi diventa nel romanzo il fulcro di un mondo vitale e inquieto, attraversato da entusiasmo creativo, relazioni ambigue e tensioni sotterranee.
Garuti costruisce la narrazione seguendo l’indagine del commissario Otello Mariani, personaggio letterario chiamato a fare luce su un omicidio feroce e misterioso. Intorno a lui si muove una Bologna sospesa tra i portici, le gallerie d’arte, il DAMS, le case degli studenti, le memorie ancora vive della strage alla stazione e il fermento culturale degli anni Ottanta.
Il caso trovò ampio eco mediatico. Venne trattato da alcune storiche trasmissioni televisive, come una puntata, ormai famosa, di Telefono Giallo, andata in onda nel 1989, quando ancora il caso era irrisolto e il colpevole non era stato arrestato ne processato. Anni più tardi, nel 1998, anche Carlo Lucarelli dedicò una puntata di “Blu Notte” al giallo del DAMS.
Il processo in Corte d’assise, iniziato il 3 gennaio 1985, si concluse con l’assoluzione di Fracnesco Ciancabilla. In appello, tuttavia, la sentenza fu ribaltata: in assenza di confessioni o prove schiaccianti, Ciancabilla venne ritenuto colpevole sulla base di soli indizi e condannato a 15 anni. La Corte di cassazione confermò poi la condanna, riducendo però la pena a 10 anni.
Nel frattempo, tre anni prima della sentenza definitiva, l’uomo era fuggito in Spagna. Visse in latitanza a Madrid sotto falso nome fino al suo arresto, avvenuto nel 1997. Estradato in Italia, ha scontato l’intera pena ed è stato rilasciato nel 2006, continuando sempre a professarsi innocente.
Nel caso restano diverse anomalie e incongruenze nelle indagini: l’assenza di macchie di sangue sui suoi abiti, dubbi sull’effettivo orario del decesso legati alla carica dell’orologio della vittima e all’uso di un interruttore della luce, oltre al ritrovamento sulla scena del crimine di oggetti e scritte appartenenti a terzi.
Maurizio Garuti. Narratore e autore teatrale, vive e lavora a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Fra i suoi libri: Fuoco e neve, Il nemico dentro, Via Barberia 4, Due giorni e una notte nella Grande Guerra, Melodramma, La voce dell’acqua, Il segreto della cavallina storna, Il cuore delle donne, Lontano da Padre Marella, Pagine ad alta voce, Fuga in campagna, Ritratto segreto di Giuseppe Dozza, Il lungo inverno, La colpevole, La solitudine di Carlo Alberto Pizzardi, Il caso Cianciulli, Parlano ancora, Treni d’amore, L’eroe e il traditore. Ha scritto testi teatrali per Vito (Stefano Bicocchi) e Ivano Marescotti.

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