Sembra uscita da un immaginario ibrido tra una torta e un fungo di bosco: la nuova struttura destinata all’Autodromo di Imola si candida a diventare il simbolo di una scelta urbanistica dal dubbio gusto e, soprattutto, dall’utilità ancora più incerta.

Una “Cattedrale nel deserto” che oscura la storia

Ci troviamo di fronte a un intervento faraonico finanziato con soldi pubblici per un edificio che solleva più di un interrogativo. I lavori sono appena cominciati e, a guardare i rendering, l’impatto visivo è notevole: la struttura sembra quasi voler visivamente “soffocare” la storica Curva Tosa.

Il ruolo opaco del CONAMI

Ma il vero nodo della questione è il CONAMI. L’ente, la cui ‘mission’ principale dovrebbe essere il sostegno ai servizi del territorio, ha deciso di investire oltre un milione e centomila euro in questo progetto. È paradossale e frustrante osservare come le priorità vengano stravolte.

Mentre si sprecano risorse in una struttura orfana di una visione strategica — priva al momento di grandi eventi di caratura internazionale come la Formula Uno— il nostro ospedale avrebbe bisogno di risorse, il centro storico langue in cerca di un rilancio e alcuni parchi cittadini versano in condizioni denunciate da anni.

Il tutto avviene sotto l’egida di Formula Imola, che ha recentemente chiuso il bilancio in rosso. Si punta al prestigio estetico ignorando la sostenibilità economica? L’incuria dietro la facciata

Mentre si celebra la nascita di questa nuova e bizzarra “torta” di cemento, ci si dimentica dell’esistente: il muro di cinta dell’autodromo, simbolo di un passato glorioso, appare ormai vecchio, rovinato e bisognoso di interventi di manutenzione ordinaria che darebbero ben più decoro alla nostra città rispetto a questa nuova, faraonica opera. Ne è stato sostituito esclusivamente un breve tratto, in corrispondenza della sezione più deteriorata, anche se in alcuni punti la struttura risulta del tutto invisibile a causa della fitta vegetazione infestante.

“Che senso ha inseguire il prestigio a tutti i costi con investimenti di dubbia utilità, quando la quotidianità di Imola esige interventi urgenti e concreti?”