COMUNICATO STAMPA , EZIO ROI (Noi per Imola)

Imola– Di fronte a cantieri bloccati, incertezze finanziarie e manovre di palazzo, il futuro della CIMS appare oggi più che mai in bilico. La storica cooperativa, nata nel 1975 sulle ceneri di una precedente realtà di Sassoleone e con profonde radici a Borgo Tossignano, si trova al centro di una “tempesta perfetta” che mescola politica territoriale, gestione degli appalti e pesanti ombre speculative.

Eppure, denuncia l’associazione civica “Noi per Imola”, il silenzio della politica locale – dalla Vallata al circondario imolese, fino ai vertici delle sue istituzioni – è assordante. A pretendere immediati chiarimenti è Ezio Roi, Presidente dell’associazione, che interviene duramente per fare luce su un destino che tiene col fiato sospeso centinaia di famiglie.

I numeri di una crisi che colpisce il territorio

Per comprendere la reale portata economica e sociale della vicenda, è doveroso partire dai dati che definiscono il peso della cooperativa:

45 milioni di euro di fatturato annuo.

318 dipendenti complessivi in forza all’azienda.

74 lavoratori impiegati direttamente nel bacino di Imola.

Il “sacrificio” del 2018 e il peso dell’eredità Cesi

La vulnerabilità odierna affonda le sue radici nella profonda crisi del 2018. All’epoca, sotto le forti pressioni di Legacoop e del Comune di Imola, la CIMS si fece carico di un’eredità aziendale gravosissima: l’assorbimento dei dipendenti della Cesi e l’acquisizione dei suoi magazzini e macchinari, rivelatisi ormai obsoleti. Mentre altre entità, come la Zini, si assicuravano gli asset immobiliari più redditizi, la CIMS si “sacrificò” per la tenuta sociale della città.

La faticosa ripresa post-2018 non fu merito di aiuti strutturali imolesi, bensì dell’intuito del compianto dirigente Poli, capace di intercettare una serie di preziosi appalti su Bologna (tra cui i servizi cimiteriali per l’ASL e la SPV), garantendo nuovo ossigeno alle casse aziendali.

Tra pandemia e la trappola del Superbonus 110%

Negli anni successivi, l’azienda ha dovuto navigare le acque turbolente del Covid-19 e la complessa gestione del Superbonus 110%. Un’opportunità che si è presto rivelata un’arma a doppio taglio: se da un lato ha generato nuove commesse, dall’altro ha esposto pericolosamente la cooperativa alla paralisi dei crediti incagliati. Il tracollo di bilancio è stato evitato in extremis solo grazie alla prontezza degli uffici amministrativi, che sono riusciti a compensare i crediti bloccati con tasse e contributi, salvando lo stato patrimoniale nei confronti del Fisco.

L’affondo di Ezio Roi: “La politica non può restare a guardare”

Oggi la grande incognita è di natura economica e politica: cosa stanno facendo il Comune di Imola e i comuni della Vallata? Legacoop e Iccrea garantiranno le linee di finanziamento necessarie o abbandoneranno la cooperativa al proprio destino?

È su questo colpevole silenzio istituzionale che si concentra l’attacco di NOI PER IMOLA. Roi non si limita quindi a chiedere trasparenza, ma esige un’assunzione di responsabilità netta:

“Davanti al rischio del collasso di una cooperativa storica, la politica non può continuare a fare da spettatrice. Il nostro è un appello severo contro l’immobilismo delle istituzioni, che non può più essere tollerato.”

Il timore diffuso tra i lavoratori – pienamente condiviso da “Noi per Imola” – è che si stia orchestrando un “Cesi-bis”. La strategia sospettata è spietata: si teme che le parti “deboli” e indebitate della CIMS vengano isolate e destinate al fallimento, mentre i rami sani e profittevoli verrebbero assorbiti da altre cooperative. Un’operazione che rischierebbe di favorire unicamente speculazioni immobiliari a vantaggio di figure di spicco , parcheggiando nel frattempo centinaia di dipendenti nel drammatico limbo della cassa integrazione o della mobilità.
Ora, è davvero il momento della responsabilità. SI convochi una COMMISSIONE consiliare ad HOC affinchè sindaco e vertici di Legacoop chiariscano la strategia di salvataggio per l’azienda. Basta silenzi, basta nascondere la testa sotto alla sabbia o far finta di niente.
(Ezio Roi – NOI PER IMOLA)