COTIGNOLA. Dal Senio emergono grossi copriviti in plastica. A decine, centinaia, forse migliaia. La segnalazione arriva da alcuni cittadini che passeggiavano lungo l’argine, in prossimità dell’abitato di Cotignola.

Si tratterebbe di grossi inserti plastici – secondo i residenti, probabilmente provenienti da traverse ferroviarie – che sarebbero stati depositati e pressati insieme a macerie edili durante i lavori di ripristino dell’argine alla “Chiusaccia”, eseguiti dopo la rotta del 19 settembre 2024. Ora, complici le piogge di due settimane fa, questi materiali stanno riaffiorando sulla sommità arginale. Il rischio imminente è che la prossima piena possa trascinarli via, facendoli arrivare a breve fino in mare.

A dire il vero, già all’epoca del cantiere qualche cittadino aveva avuto modo di segnalare l’anomalia, ma evidentemente nessuno è intervenuto. Oltre ai copriviti, alcuni testimoni riferiscono di aver visto interrare e ricoprire di terra anche altro materiale, probabilmente delle macerie/scarti di edilizia provenienti da case.

Trattandosi di plastica, l’utilizzo di questo materiale come riempimento è severamente vietato dalla legge. Ora che questi “birilloni” stanno fisiologicamente tornando in superficie, emergono anche pesanti interrogativi su chi abbia operato in questa maniera. Se le quantità ipotizzate venissero confermate, ci troveremmo di fronte a grosse quantità di materiale plastico scaricati nel fiume. Cosa per altro vietata dalla Legge. Infatti, col “Decreto Inerti” (l’attuale D.M. 127/2024, entrato in vigore a fine 2024 in sostituzione del D.M. 152/2022) la plastica non può in alcun modo essere riutilizzata come materiale da costruzione, di riempimento o come aggregato recuperato.