La cooperativa — che annovera nel proprio Gruppo i marchi Zuarina e Faggiola — consolida la sua posizione di rilievo con 652 dipendenti, 270 soci e un fatturato di 387 milioni di euro. L’esercizio 2025 ha confermato il trend di crescita: i ricavi sono saliti a 387 milioni (+23 milioni rispetto al 2024), mentre l’utile ha superato gli 11 milioni di euro (contro i 9,9 dell’anno precedente). Nonostante la solidità finanziaria, i vertici di via Gambellara registrano avvicendamenti significativi: dopo l’uscita di Pietro D’Angeli nel 2023, ha lasciato anche l’ultimo Direttore Generale Giubertoni dopo soli 18 mesi. Al suo posto subentra Antonio Giovannetti.

Per anni la CLAI ci aveva abituati a ottimi risultati con liquidazioni e ristorni ai soci rilevanti, aumento delle riserve, crescita tecnologica e della presenza dell’azienda sul mercato. Poi con l’uscita inaspettata e fulminea del direttore generale D’Angeli alcuni aspetti appaiono cambiati. Risulta che anche l’operatività oggi è in gran parte in capo al presidente Bettini che tra l’altro è prossimo alla scadenza del suo attuale mandato. La posizione del direttore generale dopo D’Angeli è stata in gran parte vacante data la breve presenza del suo successore Stefano Giubertoni, ora sostituito da Giovannetti che sembra un profilo idoneo. Pare che questo vuoto apicale sia stato colmato da un comitato di presidenza con la presenza di esterni quali un paio di professori dell’Università Bicocca e di un anziano ex direttore della CLAI stessa, il dott Gianpaolo Nildi. Nel frattempo anche altre posizioni dirigenziali nell’area commerciale hanno avuto brevi avvicendamenti con dirigenti reperiti dal mercato. Figure importanti con ottime professionalità hanno invece per vari motivi lasciato l’azienda tra cui una giovane figura di vertice nell’area della produzione. Come noto negli ultimi anni le aziende del settore alimentare hanno beneficiato di una congiuntura favorevole creatasi nel dopo Covid per gli aumenti di listino accettati dalla Grande Distribuzione e dalla elevata inflazione che ha aiutato ad aumentare il fatturato.
La CLAI appare come una azienda alla ricerca di un nuovo assetto la cui posizione comunque non preoccupa data la grande quantità di “ fieno in cascina “