Montagna, Carapia(FDI) “Ricorso al TAR dei Sindaci un paravento per nascondere fallimento su aree interne”
COMUNICATO STAMPA SIMONE CARAPIA- GRUPPO FRATELLI D’ITALIA
Siamo al paradosso: i sindaci di Casalfiumanese, Fontanelice e Borgo Tossignano si scoprono “combattenti” solo davanti alle carte bollate, ma sono rimasti silenti per anni mentre il loro sistema politico smantellava i servizi essenziali nel nostro territorio. Il ricorso al Tar del Lazio non è una difesa dei cittadini, è un diversivo per non ammettere che la sinistra ha fallito la gestione delle Aree Interne, riducendo la Vallata del Santerno a una periferia dimenticata.
Così Simone Carapia, Capogruppo di Fratelli d’Italia al Nuovo Circondario Imolese e consigliere metropolitano di Bologna, attacca duramente le amministrazioni locali dopo la decisione di impugnare la nuova classificazione dei Comuni montani (Legge 131/2025).
“I sindaci Poli, Ghini e Meluzzi oggi gridano allo scandalo, ma la verità è che hanno accettato passivamente il declino della Vallata, convinti che bastasse un timbro di “Comune Montano” per sentirsi la coscienza a posto. Il Governo Meloni sta mettendo ordine e razionalizzando le risorse, ma la fragilità di Casalfiumanese o Borgo Tossignano non si risolve con un ricorso legale.“
“È ridicolo evocare il rischio chiusura di scuole o presidi sanitari come conseguenza di una legge nazionale, quando la competenza su queste materie è regionale. Se la Vallata soffre lo spopolamento e l’invecchiamento, la colpa non è della nuova classificazione geografica, ma di una programmazione sulle Aree Interne che in questi anni è stata totalmente fallimentare. Invece di fare squadra per ottenere investimenti infrastrutturali e incentivi economici seri, questi sindaci preferiscono spendere soldi pubblici dei cittadini in avvocati per inseguire una battaglia ideologica contro il Governo di centrodestra.“
Un pezzo di carta firmato da un giudice del Tar non riaprirà non sistemerà una strada provinciale dissestata e non porterà la banda larga nelle frazioni isolate. Queste sono le vere priorità che i sindaci dovrebbero affrontare, bussando con i pugni sui tavoli di Viale Aldo Moro o Palazzo Malvezzi. Invece, scelgono la via della rissa giudiziaria per coprire le mancanze di una filiera politica, quella del centrosinistra, che ha declassato la nostra Vallata ben prima di questa legge. Anzi, così si rischia di bloccare l’erogazione dei fondi per chi ne ha diritto, creando un danno enorme a tutto il comparto montano regionale. Fratelli d’Italia non ci sta: noi vogliamo risposte concrete per chi vive e lavora qui, non bandierine elettorali piantate in tribunale.
Chiediamo ai sindaci di fermare questa deriva. Smettano di usare la fascia tricolore per fare opposizione politica per conto terzi e inizino a spiegare come intendono rilanciare il territorio oltre i contributi a pioggia arrivati con il PNRR e struttura commissariale (mai così tanti soldi sono arrivati nel circondario imolese dal dopoguerra da un governo di centrodestra). La montagna e la collina hanno bisogno di una visione strategica che la sinistra non ha mai avuto. Vogliamo sapere esattamente quanto costerà questa avventura giudiziaria alle tasche dei cittadini di Casalfiumanese, Fontanelice e Borgo Tossignano. Ogni euro speso in carte bollate è un euro tolto alla manutenzione di un parco o al sostegno di una famiglia in difficoltà. La ricreazione è finita: i sindaci smettano di fare i militanti di partito con la fascia tricolore e inizino a fare gli amministratori. La montagna merita serietà, non ricorsi strumentali e il lavoro sulle aree interne deve iniziare seriamente e concretamente da parte di chi governa il territorio.“
(Consigliere Simone Carapia -FDI)
– foto credit : ImolaNews –
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