Il boom “silenzioso” dell’extralberghiero: FDI chiede un piano turistico strutturato
Boom di strutture ricettive a Imola: il 96% è extralberghiero
Merli (FDI): “MA MANCA ANCORA UN’ANALISI SULLA SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA
Il contesto della crescita imolese
Negli ultimi anni il sistema ricettivo del Comune di Imola ha registrato una crescita molto rapida, che merita oggi una riflessione approfondita sul piano economico, territoriale e sociale.
I numeri del fenomeno: un balzo del 155%
I dati ufficiali mostrano con chiarezza la portata del fenomeno. Fino al 2022 il numero delle strutture ricettive era sostanzialmente stabile, attestandosi attorno alle 95–100 unità. A partire dal 2023 si assiste invece a una crescita improvvisa: 155 strutture nel 2023, 216 nel 2024, fino ad arrivare a oltre 250 nel 2025. Un incremento del +155% in soli tre anni.
Il dominio dell’extralberghiero e dell’ospitalità diffusa
Un ulteriore elemento emerge dai dati regionali aggiornati: oggi le strutture ricettive complessive presenti sul territorio imolese risultano essere 354. Di queste, solo 13 sono alberghiere, mentre ben 341 appartengono al comparto extralberghiero. In termini percentuali, il 96% dell’offerta ricettiva è costituita da bed and breakfast, affittacamere e appartamenti turistici.
Nel dettaglio, si contano oltre 140 appartamenti turistici e un numero rilevante di bed and breakfast, sia imprenditoriali sia non imprenditoriali. Questo dato evidenzia come la crescita non abbia riguardato il settore alberghiero tradizionale, rimasto sostanzialmente invariato, ma sia stata trainata quasi esclusivamente da forme di ospitalità diffusa.
Il contributo degli operatori del settore, sia alberghiero che extralberghiero, rappresenta oggi una componente importante dell’economia locale e della capacità di accoglienza della città. Proprio per questo risulta ancora più necessario accompagnare questa crescita con strumenti adeguati di analisi e programmazione.
Il nodo della capacità ricettiva e l’assenza di dati strutturati
Il totale dei posti letto disponibili sfiora le 7.000 unità. Un dato significativo, che pone però una domanda centrale: qual è il reale livello di utilizzo di questa capacità ricettiva nel corso dell’anno?
Dalla documentazione acquisita emerge infatti un elemento critico: il Comune dispone di studi e analisi sull’impatto economico di grandi eventi – come il Gran Premio di Formula 1, concerti e manifestazioni – ma non risultano analisi strutturate sul rapporto tra offerta ricettiva e domanda turistica complessiva, né dati sull’occupazione media delle strutture, sulla durata dei soggiorni o sulla distribuzione stagionale delle presenze.
In altre parole, si conosce l’impatto dei singoli eventi, ma manca una visione complessiva del sistema turistico locale. Questo aspetto assume particolare rilevanza in un contesto in cui la domanda turistica risulta fortemente concentrata in specifici periodi dell’anno, legati soprattutto agli eventi dell’Autodromo e ad alcune manifestazioni di rilievo.
Impatto territoriale e mercato abitativo
Proprio per questo sarà importante approfondire ulteriormente, anche attraverso i dati relativi all’imposta di soggiorno e ai pernottamenti dichiarati, il rapporto tra capacità ricettiva disponibile e utilizzo effettivo delle strutture nel corso dell’anno.
Accanto al tema economico si pone inoltre una questione territoriale. La diffusione capillare di appartamenti turistici e strutture extralberghiere può incidere sul mercato abitativo e sull’equilibrio dei quartieri, soprattutto se non accompagnata da strumenti di analisi e indirizzo.
Verso un modello di sviluppo sostenibile
Di fronte a questi dati, appare necessario avviare una riflessione più ampia sul modello di sviluppo turistico della città. Non si tratta di mettere in discussione il valore degli eventi o la crescita dell’offerta, ma di comprendere se tale crescita sia sostenibile nel medio-lungo periodo e coerente con gli equilibri economici e sociali del territorio.
La disponibilità di dati puntuali e aggiornati rappresenta il primo passo per costruire politiche efficaci. Senza un’analisi del rapporto tra domanda e offerta, il rischio è quello di inseguire una crescita quantitativa senza una reale strategia di sistema. La crescita dell’offerta ricettiva, senza adeguati strumenti di monitoraggio e pianificazione, rischia di trasformarsi da opportunità in elemento di fragilità per il sistema turistico locale.
La sfida politica e il futuro della comunità
In vista delle prossime elezioni amministrative, questo tema merita di entrare pienamente nel confronto pubblico sul futuro della città. Il modello di sviluppo turistico di Imola non può essere lasciato alla sola dinamica del mercato, ma richiede una visione politica chiara: capire quale equilibrio si intenda costruire tra attrattività degli eventi, sostenibilità economica delle attività ricettive, tutela della residenzialità e qualità della vita nei quartieri.
Come gruppo consiliare di Fratelli d’Italia riteniamo che proprio questa possa essere l’occasione per aprire una discussione seria e trasparente con cittadini, operatori del settore e associazioni di categoria, affinché la crescita del turismo sia accompagnata da strumenti adeguati di monitoraggio, pianificazione e governo del territorio.
Per Imola la sfida non è semplicemente avere più strutture ricettive, ma costruire un sistema turistico equilibrato, sostenibile e capace di generare valore stabile per l’intera comunità.
(Consigliera Maria Teresa Merli, gruppi Fratelli d’Italia)
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