Tra episodi di violenza, come il recente ferimento a colpi di martello, e tensioni quotidiane, pendolari e lavoratori chiedono interventi tempestivi. Il sindacato UGL: “Misure urgenti per tutelare i dipendenti”.

Un problema sentito dai cittadino

I problemi legati alla sicurezza nell’area della stazione ferroviaria di Imola ogni tanto tornano a galla, e rischiano di assumere contorni sempre più preoccupanti. Soltanto la settimana scorsa, un uomo di nazionalità straniera è stato ferito gravemente a colpi di martello durante una violenta lite, verosimilmente scaturita da dinamiche legate allo spaccio di droga.

Tuttavia, questi problemi si innestano su una criticità ormai atavica. Già dal 2020 si moltiplicano le segnalazioni di bivacchi e di persone dedite al consumo di alcol e stupefacenti nelle aree dell’ex scalo merci e dell’ex circolo “Il Binario”. Zone che, nonostante i tentativi di riqualificazione, hanno continuato ad attirare degrado ed emarginazione.

Il vuoto della Polizia Ferroviaria

A fare da cassa di risonanza a queste tensioni è l’assenza di un presidio fisso delle forze dell’ordine dedicato allo scalo. Nei mesi scorsi, Francesco Grandi aveva sollecitato il ritorno della Polizia Ferroviaria (Polfer) a Imola. Un’esigenza sentita soprattutto se si guarda alla vicina Faenza, dove la presenza della Polfer garantisce ai viaggiatori una percezione di sicurezza nettamente maggiore.

A Imola, invece, il presidio è stato rimosso da anni. E il paradosso è servito: nonostante la recente riqualificazione del piazzale antistante la stazione abbia previsto uno stallo riservato proprio alla Polfer, gli agenti operativi nel perimetro della sicurezza ferroviaria non vi hanno ancora fatto ritorno. A rimetterci sono i cittadini che vivono la stazione ogni giorno. Proprio nei giorni scorsi, un pendolare ha segnalato la presenza di un gruppo di cinque giovani che litigavano animatamente tra la folla, urlando in lingua araba e generando forte disagio tra i viaggiatori in attesa.

L’allarme del sindacato UGL

Di fronte a questa situazione, anche i lavoratori alzano la voce. A seguito della recente aggressione, il sindacato UGL Ferrovieri ha diffuso un documento per sollecitare correttivi tempestivi. Sebbene il personale ferroviario non sia rimasto direttamente coinvolto negli ultimi fatti di sangue, la preoccupazione per la sicurezza generale di passeggeri e dipendenti è altissima.

Per tutelare l’incolumità degli operatori ed evitare che si espongano a ulteriori rischi, il sindacato ha avanzato due richieste urgenti:

  • Un rafforzamento immediato delle misure di sicurezza nell’intero perimetro della stazione.
  • L’installazione di un bagno interno alla biglietteria, a uso esclusivo del personale. Una misura logistica fondamentale per evitare che gli operatori debbano uscire dai locali protetti per recarsi ai servizi igienici, esponendosi così al rischio di potenziali aggressioni, specialmente nelle fasce orarie più critiche.