In 200 si sono rivolti all’associazione “Altvelox” per l’apparecchio installato al Piratello, sulla via Emilia. L’associazione ha depositato una denuncia querela in Procura. “Nei prossimi giorni firmeremo una diffida al Prefetto, quell’autovelox non è omologato e dal 2017 manca un piano del traffico. Noi adesso, entro domani o dopodomani, manderemo una diffida al Prefetto in cui gli diamo 48 ore per sospendere quell’autorizzazione. Se il Prefetto non revoca quell’autorizzazione, denunciamo anche lui alla Procura della Repubblica“. L’INTERVISTA

Sono state comminate un’enormità di sanzioni con uno strumento che è privo di omologazione. Ma di peggio, scoprendo che il Comune, che è tanto attento alla sicurezza stradale, dal 2017 non ha più rinnovato il Piano Urbano del Traffico.” A dirlo Gianantonio Sottile, presidente di Altvelox.

Non pensa che possa essersi trattata di una distrazione?

No, no, non è una distrazione. È una questione che la sicurezza stradale è comoda solo quando porta soldi e non quando bisogna spenderli. Quindi, dal 2017 quel piano doveva essere già rinnovato nel 2019, nel 2021, nel 2023, nel 2025 e nel 2027, quindi l’anno prossimo. Ogni due anni va fatto il rinnovo.

E di peggio, il Prefetto che ha autorizzato quell’autovelox aveva l’obbligo di segnalare al Ministero dei Trasporti l’inadempienza dell’amministrazione. Cosa che non è stata fatta.

Ho notato che però quel Velox è censito .

È censito, ma non è che il censimento lo sana. Il censimento serve per capire e per sapere quale tipologia di strumento ha l’amministrazione, ma non c’entra nulla con l’approvazione, l’omologazione e le attività obbligatorie che devono essere fatte dall’amministrazione.

Senta una cosa, ho visto che il Ministero non avrebbe disposto ancora le linee guida ai Comuni per le omologazioni.

No, no, non le ha date e non le darà mai. Perché le omologazioni, per farle, servono anni di studio e anni di lavoro. Non è che vengono emesse così politicamente, ha capito? È una questione tecnica molto complicata. Ad oggi siamo ancora indietro, siamo fermi. Il Ministero ha mandato a Bruxelles una nota dove vorrebbe omologare d’ufficio alcune tipologie di autovelox, ma si figuri lei se è possibile fare un’omologazione d’ufficio! O l’omologazione la fai o non la fai. Quindi è un perdere tempo su questioni che non verranno risolte in questo modo.

Quindi per voi quell’apparecchio è illegittimo per il discorso del piano traffico o anche per altri elementi?

È illegittimo perché è privo di omologazione, numero uno. Numero due, è illegittimo perché se tu mi fai 15.000 multe, mi devi anche dimostrare che quella strada l’hai messa in sicurezza. E lo puoi dimostrare solo col Piano Urbano del Traffico. Perché se no io non so quando è stato fatto l’asfalto, non so quando sono stati sostituiti i guardrail, non so ad esempio se un distributore è legale messo in una certa posizione piuttosto che in un’altra. Il Piano Urbano del Traffico è un documento tecnico-legale indispensabile. Anche perché lo dice la legge che è obbligatorio per le amministrazioni che vogliono fare fronte a problemi di traffico con strumenti elettronici per il rallentamento della velocità.

Ma l’azione legale che avete intrapreso che effetto pensa che possa avere?

Beh, questo spetta ai giudici e al Pubblico Ministero che avrà in carico il fascicolo decidere quale azione penale attivare. Noi siamo stati molto chiari e determinati. La denuncia-querela non è stata mandata esclusivamente alla Procura di Bologna, ma è stata mandata al Presidente della Repubblica e al Presidente della Corte di Cassazione, perché abbiamo chiesto che ci sia un intervento molto deciso della magistratura. Non è più tollerabile che i cittadini paghino multe e poi il Comune se ne frega e non fa i piani del traffico.

State sostenendo i cittadini che hanno fatto ricorso alla vostra associazione?

Certo. Calcoli che il 90% delle multe sono di circa 40 euro. Un ricorso, solo di contributo unificato, costa 43 euro. Quindi il 90% dei cittadini la multa l’ha pagata.

Quindi sono poche persone quelle che vi hanno contattato?

I cittadini che ci hanno chiamato sono circa 200 e sono molto arrabbiati. Ma non è questo… parliamo di 15.000 multe, stiamo parlando del 2-3%. Appunto perché non conviene economicamente fare ricorso. Ecco perché bisogna intervenire dal punto di vista legale. Qui stiamo dicendo al cittadino: “Tu paga, perché tanto se fai ricorso ti costa di più”. Questa non è giustizia, questo è Far West.

Mi spieghi come si è svolta la cosa.

I cittadini sono venuti da noi e noi abbiamo presentato i ricorsi, parte ai Giudici di Pace e parte anche al Prefetto. Circa 200 ricorsi per ora. Non stiamo mettendo in discussione che servano i controlli per strada, perché lo sappiamo che ci sono dei pazzi. Il problema è che i controlli devono essere legittimi!

Quali saranno i prossimi passi che state preparando?

Noi adesso, entro domani o dopodomani, manderemo una diffida al Prefetto in cui gli diamo 48 ore per sospendere quell’autorizzazione. Se il Prefetto non revoca quell’autorizzazione, denunciamo anche lui alla Procura della Repubblica. Perché l’abbassamento di un limite di velocità da 70 km/h a 50 km/h prevede che il Prefetto debba avere un’autorizzazione da parte della Polizia Stradale, che non ha mai avuto. E l’abbassamento deve essere supportato da un Piano Urbano del Traffico: mi devi dire “abbasso perché ho verificato che in quel tratto ci sono molti incidenti”. E mi devi dire quanti incidenti. Lì ce ne sono stati solo 7 in due anni. Ecco perché andiamo dal Prefetto. Quell’autovelox deve essere spento.”