Presso la sala dell’Hotel Molino Rosso di Imola, si è svolto un convegno al quale hanno partecipato numerosi cittadini, molti di loro sono intervenuti con alcuni interessanti interventi. All’incontro, con i relatori Riccardo Galassi (geologo), Gianluca Sardelli e Aris Alpi- era presente tra il pubblico anche il consigliere regionale Mastacchi – sono state toccate diverse tematiche: il geologo Galassi – protagonista della serata – ha cercato di approfondire e spiegare tutta la documentazione prodotta in quest ultimi venticinque anni da vari enti, i cui interventi consigliati sono stati – per i motivi più disparati – o non eseguiti o procrastinati e ne sono stati effettuati solo una piccola parte. Ma anche il vecchio e il recente PAI a confronto.
Si è poi parlato della situazione del Santerno: l’unico comune denominatore è quello di intendere la gestione del bacino come un tutt’uno, intervenendo in maniera prioritaria a monte con opere per il rallentamento della velocità dell’acqua e la riduzione del trasporto solido in alveo. Per quanto riguarda l’abbattimento di centinaia di alberi nella zona dell’autodromo di Imola, bene l’abbassamento golenale e dare più spazio all’acqua ma occorreva maggiore attenzione nella salvaguardia degli alberi non secchi. A difesa dell’abitato piuttosto la creazione di arginelli su via Graziadei. Via Graziadei che fino agli anni settanta non esisteva: si sono costruite case e paddock 2 sulla golena del fiume.
Aris Alpi è poi intervenuto spiegando le criticità osservate sui fiumi in questi mesi, durante la produzione del docufilm. Sia per Santerno, che per Senio che per Lamone, perdurano le problematiche relative agli attraversamenti. I ponti ferroviari su Senio a Cotignola, Senio ad Alfonsine, Santerno a Voltana, Lamone a Boncellino, sono le criticità che vanno risolte quanto prima con un piano di emergenza prima dell’avvento delle nuove infrastrutture, in alcuni casi già in corso di progettazione. Abbiamo ponti costruti – all’epoca- direttamente all’interno degli argini. Questo piano va messo nero su bianco quanto prima, in modo che se ci fossero dei problemi col materiale flottante, RFI provveda a intervenire prima di eventuali incidenti e non solo a “babbo morto”. Nella fattispecie, il ponte ferroviario di Boncellino si colloca in un contesto arginale sembra di enorme criticità. Forse l’argine, in quel punto, sembra non sia stato ricostruito come si deve nei lavori in somma urgenza e va verificato quanto prima la sua tenuta (indaga la magistratura) perchè si tratterebbe di un’opera ancora ad alto rischio di tenuta. Circa questo aspetto, il timore delle persone è che – addirittura -la “cura sia stata peggio della malattia”.
Per quanto riguarda il Santerno, sono state poi evidenziate le criticità degli ultimi anni a monte di Imola, con le problematiche dei ponti di Carseggio e Rineggio. A Carseggio, la costruzione di un nuovo ponte a campata unica ha risolto una criticità che perdurava da quasi dieci anni,con i residenti che non riuscivano – in caso di piena del fiume – a raggiungere le loro abitazioni. Permane il dubbio su Borgo Tossignano – con un ponte – quello di Rineggio, parzialmente ripristinato dopo le ultime piene ma che può rappresentare un rischio in una piena importante, per via della sua altezza modesta potrebbe tornare a danneggiarsi e pregiudicare il passaggio dei residenti. Il bailey invece, andrebbe ripristinato senza indugi dal momento che può tornare utile nelle emergenze (è piu alto). Serve però un intervento rapido nella pila centrale, ormai gravemente ammalorata.
Gianluca Sardelli e il libro per metabolizzare l’alluvione
Gianluca Sardelli, moderatore dell’incontro, ha presentato il suo libro scritto a margine della tragedia di Traversara e dell’esperienza nel Comitato da lui fondato. La pubblicazione “Rinascere dal fango – elaborare il lutto dell’alluvione” attraversa un anno di battaglie, scontri con tecnici e politici oltre che gli importanti risultati raggiunti con l’associazione. Una “guerra senza quartiere” fatta di post, pec, esposti e denuncia per costringere gli amministratori a mettere mano alla gravissima situazione di manutenzione che perdurava sul Lamone.
Sardelli ha raccontato il significato di trovarsi coinvolti in una tragedia come l’alluvione e alla azione civica conseguente, che ha riportato al centro diritti e poteri dei cittadini per farsi ascoltare dai monoliti della politica e dalla pubblica amministrazione.
L’alluvione, intesa come vero e proprio lutto da “elaborare” tramite un diario di bordo/sfogo su quei giorni e sui mesi successivi, con post al vetriolo sulle mancate manutenzioni, che hanno riscosso molto successo e hanno preso in causa addirittura l’ex governatore Bonaccini, “costretto” a rispondere sulla pagina del fondatore del Comitato ‘Progetto Futuro Sicuro, con commenti alquanto discutibili.
INTERVENTI DEL PUBBLICO
Particolarmente interessanti gli interventi del pubblico, specialmente quello della titolare di un’azienda agricola il cui argine, il pomeriggio del 25 dicembre scorso durante la piena del Senio, è stato parzialmente demolito nonostante il Senio, in quel di Tebano, non avrebbe raggiunto soglia rossa. Erano presenti rappresentanti dei Comitati di Villafranca di Forlì, Castenaso, residenti di Traversara, di Imola, Valsellustra, Castelbolognese, Solarolo, Faenza.
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