Oggi sembra impossibile che fino a un secolo fa circolasse un treno a vapore per le strade di Imola. Eppure allora, quando le auto erano ancora un miraggio, questo tipo di trasporti rappresentavano uno dei simboli del progresso che la società stava vivendo. Negli ultimi decenni del XIX secolo, grazie agli incentivi statali, si diffondono le tranvie extra-urbane. Per la prima volta si poteva raggiungere Bologna o la Vallata in poco tempo, quando la normalità fino a poco tempo prima era avvalersi di un biroccino trainato da un cavallo, che impiegava un giorno per portarti a destinazione.
Nel 1881 prese vita il progetto della linea Imola–Bologna, finanziato dal conte Giovanni Codronchi e realizzato dalla Società Veneta per Imprese e Costruzioni Pubbliche. Nel 1885 la Società Veneta si aggiudicò la concessione per la costruzione e l’esercizio di questa linea ferroviaria a vapore che avrebbe collegato Imola con Bologna. Seguiva tutta la via Emilia, mantenendosi ai lati della carreggiata. Si trattava di binari singoli a scartamento ordinario, su cui viaggiavano quattro locomotive cabinate di tipo tranviario a due assi, costruite dalle società Henschel e Breda.
a sinistra, stazione di Ozzano, a destra, l’allora stazione di Imola.


Nei primi anni di esercizio erano addirittura alimentate a legna, proprio per questo diventarono popolari come e’ brusamaron. Successivamente si optò per la lignite; con l’avvento del carbone fossile, la durata del viaggio si abbreviò a un’ora e mezza dalle due precedenti .
A Imola, la stazione di arrivo della tranvia era inizialmente l’allora “Porta Leone” ma dal 1899 venne costruita la nuova stazione in viale Carducci, dove oggi c’è il centro commerciale Intermedio. Nella foto di seguito sulla sinistra si può notare in primo piano l’edificio noto a tutti per ospitare il bar Manzoni. All’epoca, al posto del bar vi era l’osteria della “Profuga”. La stazione è quell’edificio bianco sullo sfondo, ubicato dove oggi c’è il Centro Intermedio.
La linea si immetteva sulla via Emilia all’altezza dell’ospedale vecchio, con varie fermate fino a Bologna. La velocità massima consentita era di 20Km/h .


All’altezza di Viale D’Agostino, incrociava i binari dell’altra linea ferroviaria a vapore Imola-Fontanelice. La stazione che portava fino in Vallata si trovava in Viale Marconi, nell’edificio ancora presente che attualmente ospita gli uffici della Tper. Il treno a vapore che portava a Fontanelice inaugurò nel 1916, quasi trent’anni dopo la Bologna-Imola.
La tramvia Imola-Bologna rimase in funzione dal 1885 al 1935, quando fu sostituita da una autolinea.
“Un binario sulla via Emilia” è il libro di Sergio Saggi che parla di questa infrastruttura che attraversò eventi storici cruciali e, pur centrale nella vita sociale e politica del territorio, è segnata da incidenti e polemiche per un servizio non sempre efficiente.

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