La prima chiusa di Codrignano entrò in funzione nel lontano 1852, ma ebbe vita breve, poiché travolta da una piena sette anni dopo. Un decreto Farini del 13 marzo 1860 dichiarò di pubblica utilità la messa in opera di una nuova diga in cotto, in sostituzione di quella prima esistente, “disfatta in gran parte e resa inufficiosa” dalle piene. Il nuovo manufatto ha retto per novant’anni. Nel 1951 (anno dell’alluvione in Polesine) la diga crollò in seguito a una piena eccezionale il 12 marzo 1951. Venne infine ricostruita e rinforzata con tanto di controbriglie nel 1954 (cantieri Fanfani) di una lunghezza di 145 metri per opera dell’ing. Stefano Padovani.
LA DISTRUZIONE DELLA DIGA
Quella del 12 marzo 1951 fu una “furia di eccezionale piena” che travolse la diga di Codrignano, situata sul fiume Santerno alcuni chilometri a sud di Imola nel territorio di Borgo Tossignano. Oltre che per rallentare l’acqua a valle prima di Imola, aveva il nobile scopo di portare acqua al canale dei molini, che dal medioevo alimentava già decine di opifici nella Bassa imolese, prima di confluire nel Reno.
Anticamente l’acqua era convogliata tramite arginelli di sassi, finché appunto nel 1852 si decise di costruire una vera e propria chiusa.

L’INCUBO ALLUVIONI
Le alluvioni iniziarono a far paura nel secolo che va dal 1679 al 1778, come scrisse lo storico massese Luigi Quadri, il Santerno ruppe gli argini per ben quattordici volte (!!!!!). La rotta più disastrosa fu registrata l’11 ottobre 1745, quando il fiume in piena entrò a Massa Lombarda, raggiungendo l’altezza di 88 cm.
Nel 1842 piovve per tre giorni, provocando enormi danni, con l’acqua che arrivò a raggiungere i 132 cm .Poi ci fu la grande piena del 1937 che coinvolse diversi territori italiani fra cui il nostro (a Roma il Tevere registrò la sua ultima grande piena di sempre), il 5 ottobre sul Santerno a Imola venne registrata una portata di 936 mc/s, forse la più grossa mai registrata (nessuno ha ricalcolato le portate della massima piena del Santerno dopo quella del 1937, avvenuta nel 1966 né di quella del 2014.)
Nel 1959, il Santerno ruppe nei pressi di S. Maria in Fabriago, allagando le campagne di S.Patrizio, Conselice e Massa Lombarda per un totale di circa 3.300 ettari.
Poi ci fu la grande piena del 1966, a Imola ci furono diversi allagamenti, il fiume secondo alcuni testimonianze uscì in alcuni punti per circa 800 metri al di fuori delle sue sponde , allagando parte del quartiere Colombarina e Campanella, invadendo anche l’autodromo.
Nel corso degli anni poi, sono state fatte delle scelte che hanno portato ad urbanizzare delle zone che sono, naturalmente, di pertinenza fluviale. Di fatto, si è costruito anche in aree che
rappresentano l’alveo di piena del fiume e cioè quelle porzioni di letto fluviale normalmente
asciutte, che vengono sommerse dalle acque in occasione di eventi eccezionali.
In zona Campanella, ad esempio, dove oggi ci sono le vie Cattaneo, Montessori, Ferrer e Minghetti che scendono verso il fiume, c’erano campi coltivati e canneti. Erano superfici che, in occasione di eventi di piena, si allagavano.
Terreni di pertinenza fluviale. Ne è testimonianza il fatto che si presentino come estensioni con una pendenza limitata, praticamente pianeggianti. Di fatto, sono superfici che sono state
modellate dal fiume che, in occasione degli eventi di piena, deposita sedimento, andando a
costituire una piana alluvionale. Non stupisce perciò che tutte le zone pianeggianti ai margini del fiume, compresa l’attuale via Graziadei e le abitazioni più prossime al fiume vengano interessate da allagamenti in occasione di eventi di piena.”
- 1992: nasce il Centro Leonardo, la fine della Laterizi SPA
- Caso di legionella alla Venturini “Risposta tempestiva delle istituzioni”
- Imola, caso di legionella alla CRA Venturini: interrogazione di FDI in Regione
- Casse di espansione sul Senio, Miccoli “Ecco tutta la verità”
- Alluvione in Bassa Romagna “Variante del PAI, ora si faccia chiarezza”
Related posts
Cerca un articolo
Articoli Recenti
- 1992: nasce il Centro Leonardo, la fine della Laterizi SPA
- Caso di legionella alla Venturini “Risposta tempestiva delle istituzioni”
- Imola, caso di legionella alla CRA Venturini: interrogazione di FDI in Regione
- Casse di espansione sul Senio, Miccoli “Ecco tutta la verità”
- Alluvione in Bassa Romagna “Variante del PAI, ora si faccia chiarezza”





