Bizzuno. Tra ieri pomeriggio e questa mattina sono pervenute numerose segnalazioni di cittadini preoccupati per la detenzione di cani tenuti al freddo e al gelo in via Tomba a Bizzuno, nei pressi di un capannone. Infatti, nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, di notte si sono registrati -13 gradi. Alcune persone hanno contattato telefonicamente i volontari dell’infermeria felina di Bizzuno, riferendo anche la mancanza di cibo adeguato e la somministrazione di soli pezzi di pane.Abbiamo immediatamente segnalato la situazione alle autorità competenti, nella speranza di un intervento tempestivo.”

A scriverlo , in un post su Facebook, lo staff dell’infermeria felina ENPA di Bizzuno a Lugo, che si é immediatamente attivata.

Le operatrici, viste anche le rigide temperature di questi giorni, hanno voluto accendere i riflettori su questa situazione al fine di sensibilizzare la cittadinanza a non chiudere gli occhi segnalando eventuali altri casi analoghi, di animali ricoverati in spazi non idonei, al gelo, alla catena o senza cibo. Una cosa, sopratutto nelle campagna, che purtroppo non è certo rara vedere. In questo frangente, una volontaria di ENPA Bizzuno é intervenuta in un capannone ove alcuni cani da caccia , a pelo raso, erano tenuti in condizioni al limite del disumano. I segugi si trovavano all’addiaccio, con poco cibo, con l’acqua gelida sciolta dalla neve che ricadeva sulla cuccia dalle tettoie.

Abbiamo contattato le operatrici dell’infermeria felina ENPA di Bizzuno , che ci hanno comunicato che per questo caso, oltre a spiegare al proprietario quali misure adottare (sembra, per il momento, senza troppo successo) siano state allertate le autorità.

Un’operatrice nel frattempo ha portato coperte e cappottini, visto che gli animali, quando è intervenuta, stavano tremando dal freddo. É stato gentilmente chiesto al proprietario di provvedere alla copertura laterale del capannone, dal momento che la neve sciolta colava dal tetto proprio addosso alla cuccia degli animali. Sono state immediatamente allertate le guardie dell’OIPA che, si presume, nei prossimi giorni potrebbero effettuare un sopralluogo e prendere in carico il caso. Chi vede situazioni analoghe può contattare i Carabinieri, i Vigili o la Polizia Provinciale. Eventualmente anche questo blog a laltraimola@gmail.com spiegando la situazione.