Il 19 settembre 2024 ci era mancato poco. L’argine del Senio rischiò di rompersi in un altro punto, sempre nel territorio di Cotignola ma in destra idraulica, ovvero dal lato delle campagne. Peccato che a poche centinaia di metri da li solo per miracolo non ha rotto, e come scrive l’ex consigliera Ricci Picciloni, vi é il Cluster C, un impianto di stoccaggio gas.
Tra le varie questioni che in questo periodo si pongono tra zone potenzialmente allagabili e 300 metri da fiume da evacuare, vorrei per l’ennesima volta far presente una questione forse nota a pochi, ma che credo che i nostri amministratori dovrebbero iniziare a valutare seriamente.” A scriverlo é Ilaria Ricci Picciloni, ex consigliera del comune di Cotignola e Unione dei Comuni:
Nel 2024 il Senio ha rotto sull’argine sinistro, travolgendo casa Bandoli e tutte le strutture che l’acqua ha trovato sulla sua strada, in realtà se ne è parlato poco ma l’argine destro, dal ponte della ferrovia, fino quasi alla Chiusaccia, era distrutto su vari punti da sormonti, frane, e principi di rotture e fango e acqua si sono riversate anche sotto l’argine destro.
Mentre l’argine sinistro esondava e rompeva e creava disastri incalcolabili come potete vedere da una foto che prendo a prestito da un utente che la pubblicò a suo tempo, per pura fortuna non rompeva anche l’argine destro, perché a circa 100-200 metri da quell’argine si trova lo stoccaggio di gas San Potito e Cotignola in via Rondinina, che sarebbe stato travolto da un’onda d’acqua immensa e violenta.
Chi mi conosce sa che di questo stoccaggio mi sono occupata per oltre un decennio, denunciando anomalie e pericolosità, coordinando un incontro presso la centrale di San Potito dove feci intervenire anche consiglieri regionali e tutti i consiglieri dell’Unione, e facendo depositare interrogazioni sia in parlamento che in parlamento UE da parlamentari e senatori. E intervenendo nei consigli Cotignola e Unione, cercando, per quanto mi era possibile, di bloccarne anche le prove in sovrappressione , e contro la sovrappressione con me inizialmente si è schierata anche l’Unione dei Comuni (anche perché al governo, in quel momento, non c’era la loro maggioranza).
Ora leggo che l’intenzione di procedere in sovrappressione è rimasta viva, e se anche nell’articolo che vi linko si parla di BB1 (che dovrebbe essere il cluster di Granarolo, poco distante da Cotignola e non il cluster C, che è invece quello praticamente sotto l’argine), io vorrei arrivare a comprendere come sia possibile che dopo tutto quello che è accaduto nel 2023, nel 2024, e quello che abbiamo appena rischiato, sia ancora concepibile che un impianto RIR (a Rischio Incidente Rilevante), si trovi a 100 metri dal fiume in zona potenzialmente allagabile e si stia ancora valutando di fare prove in sovrappressione (nei commenti spiego a cosa serve).
Come sia possibile che molte famiglie vengano, nelle varie zone, invitate a lasciare le case (Traversara, Faenza, ecc), ma un impianto RIR possa continuare a coesistere a 100 metri dall’argine senza che nessuno si ponga il problema della sua pericolosità in caso di allagamento importante con rottura dell’argine, che praticamente non si parli di questo tema e delle misure atte a scongiurarlo.
Scrivo questo post perché queste cose le ho poste sempre nei consessi istituzionali ma non hanno mai trovato una soluzione e siamo di nuovo qui a parlare di sovrappressione? Quindi se ben comprendo, gli abitanti del territorio devono prendere atto che abitare accanto ad un argine inizia a non essere più compatibile con leggi e regole, son stati stilati regolamenti rigidi e vincoli persino per le ristrutturazioni ma un RIR rimane bello bello vicino all’argine senza che quasi si affronti l’argomento?
Io vorrei che su questo tema ci fosse più informazione, perché quando a settembre 2014, appena arrivata in consiglio ho depositato il primo documento di richiesta delle casse d’espansione, ricordo che in pochi conoscevano il tema, oggi tutti sventolano casse d’espansione, quindi visto che noto che le cose iniziano ad andare di moda solo dopo il disastro o i problemi, vorrei avvertire prima che c’è anche un altro tema da trattare e che se i cittadini devono prendere atto che la loro sicurezza, vicino ad un argine, non può più essere garantita, forse le regole dovrebbero valere anche di più per gli impianti a Rischio Incidente Rilevante.

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