Un cittadino di Medicina ha reso pubblica la sua odissea per cercare di far rimuovere un rifiuto ingombrante entro le festività natalizie.

Avendo ospiti per la cena della Vigilia, non voleva accoglierli con ancora quel vecchio divano abbandonato all’esterno dell’abitazione. E nonostante HERA avesse prenotato il ritiro per il 20 dicembre, a Natale il rifiuto ingombrante era ancora abbandonato all’esterno dell’abitazione. L’uomo, come si suol dire “non ci ha più visto” e così ha deciso di impugnare il telefono per denunciare il disservizio. Per chiedere l’agognato ritiro dell’ingombrante, il cittadino aveva telefonato alla multiutility ben venti giorni prima per prenotarlo. Ma già in estate aveva faticato per una vicenda simile “A luglio scorso, li chiamai per il ritiro di un frigor e ci han messo un mese e mezzo dopo vari solleciti”.

A quel punto, nel bel mezzo della vigilia l’uomo ha telefonato alle Guardie Ecologiche volontarie (senza risultati) e alla Polizia Locale. La richiesta: recarsi sul posto per multare il ‘trasgressore’. Non senza poche difficoltà, è riuscito a parlare con una vigilessa,molto gentile, chiedendo se potesse recarsi lì per multare HERA. Ci hanno detto di no, che loro non potevano. A quel punto la signora, ha provato ad aiutarmi presumo contattando direttamente qualcuno in HERA. Io le avevo detto che se lunedì avessi avuto il divano ancora davanti a casa sarei venuto a fare denuncia.E così’, dopo soltanto un’ora dalla fine della telefonata, all’utente è arrivata un’altra chiamata dal numero del gruppo famiglie HERA. L’operatrice ha comunicato di aver ricevuto la segnalazione e di provvedere quanto prima alla rimozione.E così, alle 11.00 di mattina del giorno di Natale il divano, come per magia, non c’era più. Amara considerazione: se un cittadino trasgredisce viene giustamente multato con verbali salati: ma quando subisce un disservizio non è adeguatemene tutelato.