Polemiche in queste ore dopo i disagi dovuti alla piena del Senio e conseguenti evacuazioni. Clamore dopo l’intervento su un argine in località Tebano, un manufatto definito dal Comune di Castel Bolognese senza le necessarie autorizzazioni e in modalità non conformi alla normative” Il varco è stato aperto per permettere il deflusso di parte della piena e diminuire la pressione sull’argine sinistro.


Ma i riflettori, all’indomani dell’allerta rossa, sono tutti puntati sulle casse di espansione di Cuffiano.

I due invasi, che l’amministrazione regionale ha dichiarato di voler finalmente terminare ritenendola un’opera prioritaria, sono diversi tra loro e sembra che anche in questa ondata di maltempo, non abbiano ricevuto acqua.

Stefano Bertozzi, ex consigliere comunale a Faenza, ha ricostruito la situazione dei due bacini poche ore dopo la piena: “La cassa di Cuffiano è piena da mesi di acque chiare (modello laghetto) e ditemi che capacità residua poteva avere anche se collegata; quella di Tebano non è completata, l’acqua che sta dentro è legata ad accumuli di pioggia.” In sostanza, riassume Bertozzi – “Mancano le opere di presa, e i Sindaci di Faenza e Castel Bolognese anziché PRETENDERE che si risolva, postano bollettini meteo e rompono un argine a valle disposti a sacrificare una parte di territorio a discapito di un’altra.”

Le due casse per come sono state predisposte secondo gli studi dei tecnici, dovrebbero ricevere acqua quando la fiumana raggiunge in pianura livello 3 (rosso). Questo è accaduto nel 2024 per quanto riguarda la cassa 2 (quella bassa in territorio di Faenza). Ma non il 13/14 marzo 2025, quando, nonostante il livello dell’acqua nei comuni di pianura fosse 3 (rosso), l’acqua è rimasta ben lontano – oltre 1 metro – dall’esondare nelle casse. Evidentemente nel 2025 il picco di fiumana è stato inferiore a quello del 2024, ma non per questo meno problematico, avendo portato il fiume a valle in rosso. Stessa cosa, sembra, nella piena del 25 dicembre 2025 (ieri), quando anche il comparto posto piu a valle non avrebbe ricevuto acqua. Stessa cosa quella a monte.

Casse di espansione sul Senio, i guai legali e burocratici hanno rallentato i lavori di anni

Se il progetto originario per le casse di espansione di Tebano/Cuffiano risale al 1992, venne rielaborato nel 2005. Le difficoltà furono tante. In particolare, il ricorso con il privato che aveva in gestione l’attività estrattiva.
In un’interrogazione regionale del 2015 del cons. Gazzoli, l’ex assessore della giunta Bonaccini, Gazzolo, ha risposto con dichiarazioni che oggi appaiono illuminanti e che hanno l’effetto di un pugno nello stomaco. L’assessore, pur ammettendo i cambiamenti climatici già allora “stiamo assistendo ad una modificazione del regime pluviometrico” e non negando l’utilità delle opere di laminazione “una funzione importante riveste la realizzazione delle casse di espansione”, disse però che non si riteneva “al momento prioritaria la realizzazione della cassa di monte, che presenta particolare complessità attuative legate al rapporto costi/benefici; mentre risulta ultimata la cassa intermedia, ed in fase di realizzazione quella di valle.” Una cassa, continua l’assessore “Per la prima cassa, posta più a monte, nel comune di Riolo Terme, attualmente ritenuta non prioritaria, la progettazione è in fase preliminare”. Riguardo ai tempi, l’assessore abbozzò “si prevede la consegna dei lavori in sei/otto mesi dal trasferimento dei fondi in contabilità speciale, e un tempo di esecuzione di massimo 24 mesi.”

I lavori ancora da fare sono tre:

– fare in modo che la cassa 1 (quella alta in territorio di Riolo Terme) possa contenere acqua per tutta la portata per cui è stata costruita. Questo vuol dire, visto che l’acqua da sola non va verso l’alto, fare un’opera che consenta di canalizzarla da monte, oppure realizzare un’opera per pomparla dentro dal basso. 

– completare la cassa 2 (quella in basso) scavando quanto necessario per arrivare alla portata per cui è stata progettata (ora è al 50% circa).

– rinaturalizzare l’intero comparto e renderlo fruibile al pubblico, così come previsto dal progetto originario.