FINTO CAF E LE PRATICHE PER I MIGRANTI TRA IMOLA, MASSA LOMBARDA E ANCONA: 25 INDAGATI.
Le indagini erano partite dopo una denuncia per truffa depositata da un datore di lavoro, che nel 2022 aveva incaricato un CAF di Imola della gestione di pratiche per l’assunzione di lavoratori stagionali. L’uomo aveva così pagato il servizio senza ricevere più nessun riscontro. Da lì partirono le indagini, che permisero agli inquirenti di far venire alla luce un vero e proprio business, che orbitava attorno all’agenzia che vantava due sedi a Imola ma ne aveva aperte una anche a Massa Lombarda e Ancona. Le indagini sono svolte dalla II^ Sezione della Squadra Mobile di Bologna e dal Commissariato di P.S. di Imola
Il meccanismo criminale – fa sapere la Polizia – permetteva di bypassare i controlli sui portali della pubblica amministrazione sfruttando la mole di pratiche in Prefetture ad alto carico (Bologna, Milano, Salerno e Foggia) e il meccanismo del ‘silenzio assenso’ previsto dalla normativa dell’epoca. Sono state individuate centinaia di domande presentate con documenti falsi, fogli in bianco, datori di lavoro fittizi o ignari. Tra gli indagati ci sono anche collaboratori, italiani e stranieri, che agivano come procacciatori di clienti o prestanome per ditte fittizie. Veniva accertata l’esistenza di centinaia di domande presentante sui portali della pubblica amministrazione con documenti falsi, datori di lavoro fittizi ovvero ignari della istanza presentata a loro nome, nulla osta all’ingresso in Italia creati ad arte e mai richiesti alle Ambasciate di riferimento. Gli inquirenti hanno dato vita a un’attività investigativa anche tramite l’ausilio di telecamere installate nelle sedi delle società, che ha permesso di accertare un’attività incessante di procacciamento di stranieri da far arrivare in Italia, passaporti da utilizzare per inserire le domande sul portale della Prefettura di Bologna e altre città, incontri e telefonate di affari tra tutti i membri del sodalizio con scambio di denaro contante, spartizione delle pratiche da gestire nonché ausilio reciproco nella falsificazione e creazione di falsi nulla osta, contratti di lavoro e altri documenti.
In sintesi, quindi, il sodalizio ha inserito più di 500 domande con cui ha favorito l’ingresso illecito nel territorio dello stato italiano di stranieri provenienti da Marocco, Tunisia, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka i quali – nella maggior parte dei casi del tutto inconsapevoli – pagavano una cifra tra 3000€ e 10.000€ (per singola persona o nucleo familiare) per arrivare in Italia con la promessa di un contratto di lavoro stagionale che, in realtà, non esisteva o per cui il datore di lavoro non aveva fatto richiesta.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati 25 soggetti per i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, truffa aggravata ai danni dello stato e falso ideologico e il Giudice per le Indagini preliminari di Bologna ha emesso ordinanza di custodia cautelare per 8 soggetti con misure così suddivise: custodia cautelare in carcere per il capo del sodalizio, la misura degli arresti domiciliari per i cinque collaboratori più stretti e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per altri due membri del sodalizio.
Si rappresenta che si procede in fase di indagini preliminari con la doverosa presunzione di innocenza per gli indagati
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