PIRATELLO, RITARATI GLI AUTOVELOX. FDI: “Evangelisti, Carapia (FdI): “Sbaglia il Sindaco Panieri: gli autovelox non riducono gli incidenti, servono solo a fare cassa” UNITI POSSIAMO: “Che fine hanno fatto i proventi degli autovelox degli ultimi anni?”

Il Comune di Imola informa che entrambi gli autovelox nei due sensi di marcia, collocati sulla via Emilia all’altezza del Piratello, sono stati regolarmente riattivati e ritarati in base al nuovo limite di velocità fissato a 50 km/h, come indicato dalla segnaletica provvisoria, fissa e dalla comunicazione diffusa nei giorni scorsi.

La modifica del limite si inserisce nel percorso che ha portato la località del Piratello a diventare area urbana, come richiesto dai residenti e dalle realtà presenti, per garantire maggiore sicurezza stradale e tutela delle persone che vivono e lavorano nella zona.

L’Amministrazione invita tutte le cittadine e tutti i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica presente in loco e a rispettare il nuovo limite.

COMUNICATO STAMPA FRATELLI D’ITALIA

Evangelisti, Carapia (FdI): “Sbaglia il Sindaco Panieri: gli autovelox non riducono gli incidenti, servono solo a fare cassa”

Evangelisti, Carapia (Fdi): In questi giorni il Comune di Imola ha modificato il segnale di inizio del centro abitato, così da abbassare i limiti di velocità al Piratello e lungo la Montanara, passando da 70 a 50 km/h.

Ancora una volta, però, il Sindaco Panieri e la Giunta utilizzano la sicurezza stradale come foglia di fico per entrare nelle tasche dei cittadini. La trasformazione del Piratello in “area urbana” diventa infatti l’ennesimo pretesto per ampliare l’uso degli autovelox e aumentare il numero di sanzioni.

E proprio per questo ci aspettiamo che la riduzione dei limiti di velocità provochi un vero e proprio bagno di sangue di multe nei confronti dei cittadini ignari. Questa sarebbe la sicurezza? Oltre all’assurdità del provvedimento, sarebbe almeno necessario fare molta più comunicazione per evitare una raffica di sanzioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza stradale.

Panieri, se vuole aumentare davvero la sicurezza, invece che limitarsi a riattivare gli autovelox – ricordiamo che dovrebbe anche mapparli – dovrebbe mettere mano seriamente alla manutenzione delle strade, che versano in condizioni pietose, e potenziare l’illuminazione pubblica, visto che in certe ore del pomeriggio sembra di guidare al buio. Solo così si garantisce davvero la tutela dei cittadini, anche perché l’Amministrazione continua a latitare sulle attività di prevenzione, delegando alla polizia locale compiti ridotti e puntando invece sull’uso massiccio degli autovelox, che non fanno controlli reali, ma sono solo strumenti per fare cassa e risanare il bilancio.
(SIMONE CARAPIA – MARTA EVANGELISTI – GRUPPO FRATELLI D’ITALIA)

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE “UNITI POSSIAMO”

Leggiamo che il nostro giovane sindaco, per fortuna sua pieno di capelli, ha in testa
un’idea meravigliosa: “Con gli incassi dei velox sistemiamo le strade”, così si è
espresso per perorare il mantenimento dei velox nei comuni e la sistemazione della
spinosa questione delle omologazioni.
Questo, ovviamente, senza alcuna intenzione di far cassa, a suo dire, ma solo per
prevenire gli incidenti (a parere di alcuni però le videocamere sembrerebbe diminuire
certe tipologie di incidenti, aumentandone altre).
L’affermazione di usare gli incassi dei velox per la manutenzione delle strade,

presentata come l’uovo di Colombo, desta in noi perplessità per una serie di motivi.
Il primo è quello che le sanzioni del codice della strada rappresentano un’entrata
eventuale, seppur probabile, su cui non si dovrebbe contare stabilmente. Se tutti
fossero diligenti o i vigili lavorassero meno non si incasserebbe abbastanza e allora
lasceremmo le strade dissestate?
Quindi c’è già una contraddizione nell’affermazione del sindaco, che garantisce di non
voler far cassa con le sanzioni. Vuole fare cassa e per giustificare l’impopolarità di
quella che è percepita come una vessazione, usa l’alibi delle strade.
I proventi delle sanzioni sono solo una eventuale integrazione, non sostituiscono un
piano di investimenti e di regolare tenuta delle strade in condizioni di sicurezza.
Altra considerazione: risulta che l’art. 208 del Codice della Strada dia già chiare
indicazioni su come utilizzare i proventi delle sanzioni, ovvero proprio per la
manutenzione delle strade e la messa in sicurezza degli asfalti, oltre che per
attività di previdenza e assistenza per il personale della Polizia Municipale
nonchè per l’ educazione stradale.

Dove sono finiti in questi anni allora i cospicui proventi realizzati?
Visto che di previdenza e assistenza per il personale sembra non se parli (ed è
infatti oggetto attuale del contendere a livello sindacale) mentre l’educazione
stradale, tranne quelle in autodromo, è sparita dai monitor?
Non è forse più importante e determinante la prevenzione attraverso
l’educazione stradale della popolazione, in particolare quella scolastica, per
ridurre gli incidenti e responsabilizzare i cittadini?
L’impressione è allora che il sindaco non ce la racconti giusta.

ASSOCIAZIONE CULTURALE – UNITI POSSIAMO