NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE AMBULANZE. “L’incontro della scorsa settimana sul tema delle ambulanze e dell’emergenza urgenza non ha portato niente di nuovo né tantomeno di buono.” A dirlo la Civica Medicina Attiva.

La premessa della ASL è stata molto chiara: “il tema del ripristino del mezzo notturno con equipaggio infermieristico a Medicina non è all’ordine del giorno come, del resto, non lo è stato in questi anni.

L’Amministrazione comunale e la maggioranza, allora” – mettono in chiaro i civici – farebbero meglio a utilizzare parole di verità con la cittadinanza: non riavremo quel mezzo, troppo tempo è passato e troppe cose sono cambiate da allora. Mercoledì scorso la direttrice generale è stata chiara: le richieste dell’ordine del giorno proposto in primavera dal centrosinistra – e votato anche da noi – vengono meno.

L’ASL ha poi presentato la sua attività ed evidenziato come il servizio di ambulanza e di emergenza urgenza così organizzato sia il migliore possibile “ma restano poco chiare le argomentazioni e i dati a supporto di queste affermazioni”. Poco altro, in fin dei conti, ci è stato comunicato di significativo. “Abbiamo cercato di mettere in luce le debolezze e i problemi che sono sotto gli occhi di tutti: scarsissimo presidio del territorio, estensione territoriale significativa (siamo il terzo comune più esteso della provincia di Bologna), sospensione ciclica di Imola 42 (mezzo a supporto, ma anche su questo la chiarezza è mancata). Le risposte non ci hanno soddisfatto.” Ma soprattutto “siamo nauseati da una serie di affermazioni che hanno accompagnato tutta la serata: dal sindaco Montanari che definisce la questione da affrontare “scientificamente” – in quali termini non è dato sapere, visto che la questione ci sembra più che mai politica; al primario dell’emergenza urgenza che ha parlato di “de-infermierizzazione” – ci piacerebbe capire in che termini, o forse si è trattato solo di un lapsus?, fino alla ciliegina sulla torta, la direttrice generale secondo cui “di notte la gente dorme” (per sostenere che di notte ci sono pochissimi interventi e che quindi non dobbiamo preoccuparci troppo), che a Medicina abbiamo un “vulnus” sul tema dell’ambulanza notturna, perché ci saremmo troppo legati al dito la questione, fino a dichiarazioni più politiche che a nostro parere scarsamente competono a un dirigente pubblico.

Insieme alla morte di ogni possibilità di una riflessione seria sul tema dell’ambulanza notturna ci è sembrato che a morire sia anche la politica e in particolare la politica sanitaria, in mano a burocrati che non conoscono i territori e che fungono da supplenti di amministratori locali scarsamente interessati a mettere in discussione le scelte aziendali sistemiche.

Sperare in un cambiamento è il minimo, ma la fiducia per noi, ad oggi, è ai minimi termini.

Nonostante le richieste delle minoranze” – la chiosa finale di Medicina Attiva –“all’incontro era presente soltanto l’ASL e non i rappresentanti sindacali. Il contraddittorio dei lavoratori sarebbe stato poco funzionale alla narrativa dominante.”