Colpo di scena post Ferragosto. Gianluca Sardelli ha depositato un nuovo esposto in Procura sulla vegetazione presente nell’alveo del Lamone, notificando l’atto anche a tutte le amministrazioni comunali dei Comuni lambiti dal Lamone, ma anche Autorità di Bacino, al Commissario Curcio, all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, ai Carabinieri e alla Questura, ma anche alla Regione. A quasi un mese dall’anniversario dalla tragedia di Traversara del 19 settembre 2024, con i residenti che temono che possa verificarsi ancora quanto avvenuto in passato, Sardelli denuncia la situazione che coinvolge il tratto di Lamone a Borgo Masotti, con la vegetazione presente all’interno dell’alveo: siamo a circa 1200 metri dal ponte della via Reale, un fatto considerato dal piano gestione del rischio alluvione del 2013 della stessa regione come un pericolo in caso di alvei arginati di pianura e possibile causa di esondazione. “Dopo mesi in cui continuo a ripetere quello che tutte le persone di buon senso sanno” – ha dichiarato Sardelli – “cioè che tutti gli alberi presenti dentro al fiume possono essere la causa della prossima alluvione, se in autunno ci saranno delle piogge copiose, ho deciso di essere piu incisivo nella mia comunicazione. Come cantava Jannacci” – conclude – “vediamo che effetto fa.”

Ma non è l’unica segnalazione proveniente da Traversara: la zona rossa è avvolta nel degrado, con erbacce, ratti e ristagni d’acqua. Traversara è ancora in attesa di un’ordinanza ad hoc promessa dalla struttura commissariale, si attende lo stanziamento di almeno 15 milioni di euro per la messa in sicurezza del Lamone, nel tratto tra Traversara e Mezzano, un lungo cantiere che dovrebbe concludersi dopo sei mesi dall’inizio dei lavori. Nei giorni scorsi, alcuni residenti hanno iniziato a manifestare coi cartelli per le vie di Bagnacavallo. Un corteo per chiedere risposte sullo stallo della zona Rossa.