“La coperta all’Ausl di Imola non ormai è più corta, ma cortissima, e i dipendenti vengono impiegati in turni assurdi,stressanti, senza la benchè minima garanzia di rigenerazione psicofisica dovuta per la loro incolumità e per quella dei degenti che devono assistere.” – A dirlo è Rago (UIL), per la precisione circa quanto sta avvenendo al reparto di Chirurgia Uro Nefro Gastro Onco, una situazione che secondo il sindacalista avrebbe dell’incredibile: “Nel periodo dal 14/7 al 31/7, per carenza di personale mai sostituito e per trasferimento di quello esistente in reparto ad altri reparti, la turnistica è stata totalmente sconvolta costringendo i dipendenti a fare 4 notti consecutive usufruendo solo giornata di smonto e saltando i riposi dovuti“.
A ció si aggiunga che oltre all’adibizione per 17gg a lavoro usufruendo solo di 2 riposi, si aggiungeranno i primi 8 giorni di agosto altrettanto massacranti e con una sola giornata di riposo.
Lo spirito di servizio del personale” – segnala Rago – “sta sopperendo a tali carenze sacrificando la propria incolumità e gli affetti familiari, ma lo stress da lavoro continuativo è talmente elevato che ci viene anche segnalato un episodio (risoltosi fortunatamente in maniera positiva) in cui un infermiere nell’assistere un degente, dopo le varie notti insonne a cui non è seguito il dovuto smonto e riposo, si è punto durante il prelievo con tutti i rischi di infezione che ció puó comportare.
Tale episodio” – osserva il sindcalaista – “sicuramente non puó ascriversi che alla mancanza del dovuto periodo di riposo, senza dimenticare che oltre al rischio a cui viene esposto il personale ad analogo rischio si sottopongo i degenti che vengono assistiti da personale stremato.
Non tollereremo un giorno in più questo andazzo di cose” – il monito – “e se nel mese di agosto non sarà ripristinata la turnistica con i dovuti smonti e riposo dopo le notti segnaleremo quanto sta accadendo sia all’ispettorato del lavoro che ai Nas.
I professionisti dell’ausl di Imola vanno rispettati e sostenuti anche dall’azienda nel loro lavoro e per la loro disponibilità e fedeltà, non possono essere carne da macello da triturare senza fine.” E conclud – “Ora basta siamo e sono stanchi
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